IL SAMPDORIANO - 120" a tu per tu con l'inferno

Diego Anelli Giornalista Pubblicista. Direttore e ideatore di Sampdorianews.net, fondato 12 novembre 2008. Collaboratore di Alfredopedulla.com, Mondosportivo.it.
01.11.2019 09:34 di  Diego Anelli   vedi letture
IL SAMPDORIANO - 120" a tu per tu con l'inferno

120" incredibili da raccontare in oltre 90' impossibili da descrivere.

Sotto di un goal e con un paio di occasioni con il mai domo Bonazzoli. In campo non ci sono tracce di gioco, purtroppo nemmeno la rabbia di chi dovrebbe mangiare l'erba, nè il cuore di chi vuole combattere e onorare la maglia, neanche l'orgoglio di chi invece finisce per farsi dominare da paura e balia degli eventi. 

Ogni palla buttata in avanti da un avversario privo di valori tecnici sopra la media, senz'altro organizzato e amalgamato da anni diventa un serio pericolo. Mancano ordine, personalità e le giuste distanze.

Al 46' rischiamo di staccare la spina in largo anticipo; Massa decreta rigore ed espulsione di Ferrari per presunto fallo di mano su chiara occasione da rete. Trascorrono inesorabilmente 120 secondi tra proteste, visione del var e annullamanto della precedente decisione.

Solo un paio di minuti, un'infinità di secondi, nei quali un lungo brivido si prova lunga la schiena, viene a mancare il terreno sotto i piedi, si fa fatica a capire a quale punto si raschi davvero il fondo del barile. 

Si prega, si impreca, dentro hai una carica agonistica da smuovere una montagna, dinanzi a chi va in campo ti senti però quasi impotente, un animale in gabbia. Si può davvero aiutare chi vuole farsi aiutare, chi si mette nelle condizioni ideali per ricevere il supporto.

In attesa che il Var rimetta tutto quanto a posto, ti guardi attorno, ti chiedi se è un incubo o la cruda realtà, condividi tutto con chi è sui gradoni;  terrore, speranza, incavolatura, voglia di non arrendersi, maturità nel prepararsi al peggio.

L'attesa è devastante, ci si è avvicinati sensibilmente al burrone, il calore dell'inferno aumenta la temperatura. Ti fai cento domande, almeno mille le risposte, mai un'unica spiegazione. 

Sulla carta roba da non credere l'ultimo posto per una rosa indebolita ma non alla canna del gas. In campo un 11 senza mordente e identità di gioco, seduti in panchina tanti esempi del "vorrei ma non posso" per una potenziale posizione di tranquillità.

Tremano le pareti del Ferraris quando il Var rovescia le carte, ti aspetti una polveriera in campo, manca un giro d'orologio, tutto rinviato dopo l'intervallo. E invece no, perchè bisogna attendere 35' e la superiorità numerica per una nuova occasione da goal.

In pieno recupero ci pensa Gastòn Ramirez ad insaccare quando ormai il tonfo casalingo sembrava cosa fatta. Ad un passo dall'inferno il destino ha voluto premiare chi in campo ci ha creduto, per se stesso e i compagni. 

Dagli spalti l'ennesima dimostrazione di orgoglio e carattere, la tramontana sembrava più gelida di quanto fosse realmente. I brividi erano intensi, in ogni caso inferiori alla determinazione nell'affrontare faccia a faccia nemici, fantasmi, ombre e autolesionismo. 

Lunedì un'altra chance dal destino, non buttiamola via, per crederci ancora.