IL SAMPDORIANO - Chi si abbona, chi ci mette la faccia e invece chi non contesterebbe mai...
In queste settimane, caratterizzate dal ritiro di Ponte di Legno e soprattutto dalla fase iniziale del calciomercato estivo, abbiamo assistito e stiamo assistendo un po' a tutto, senza farci mancare nulla. Senz'altro dopo la decisione di non confermare Attilio Lombardo nel ruolo di allenatore, idem per Andrea Mancini e Giovanni Invernizzi, ci saremmo aspettati profili internazionali soprattutto per la prima guida in panchina. Stendiamo poi un velo pietoso sulle modalità di gestione delle loro posizioni da parte di chi aveva il potere decisionale ai vertici dirigenziali della Sampdoria. La scelta è ricaduta su Bernardo Corradi, generando un prevedibilissimo vortice di polemiche in virtù dell'assenza di esperienza sulle panchine di club e rischiando di risultare oltre un piano b, dopo una lunga serie di rifiuti dinanzi ai progetti stagionali, alla composizione dello staff o in termini di ingaggi. Se si fosse andati secchi su di lui, con i tutti e i contro del caso, si poteva comunque trasmettere il messaggio che fosse stata non una ma LA scelta della società. Ex giocatori con esperienze a livello giovanili e poco o nulla di club stanno andando di moda, molto spesso sono rischi, ma in alcuni casi si rivelano successi nell'immediato o nel medio termine.
Altrettante polemiche si sono generate nel conoscere la composizione del suo staff, in particolare del vice Mutarelli, per i suoi trascorsi come calciatore rossoblu, una situazione facilmente prevedibile. Niente e nessuno può mettere in dubbio la sua professionalità sia come calciatore che come vice allenatore e si è messo a disposizione di Corradi sul fatto di intraprendere o meno tale percorso in blucerchiato nel caso in cui fosse stato un problema, un segnale a suo favore. Viene però da sorridere quando vengono tirati fuori i nomi di tecnici validissimi come Cagni e Delio Rossi, i quali passarono sì da una sponda cittadina all'altra ma soltanto dopo una breve esperienza durata al massimo un anno. Qui invece stiamo parlando di un giocatore che ha indossato da titolare la maglia rossoblu per cinque stagioni, è stato il club dove ha militato maggiormente, diventando uno degli elementi più rappresentativi, combattivi e decisivi, anche in una stracittadina. Confronti che non reggono e meravigliarsi dell'impatto mediatico altrettanto.
In un contesto come il nostro il post Andrea Mancini sarebbe risultato di complicatissima gestione e si poteva cadere come peggio non si sarebbe potuto. A mio modesto punto di vista con l'arrivo di Americo Branco siamo caduti ancora in piedi; è un dirigente giovane ma già con esperienza in più paesi, ha subito dimostrato ottima capacità di ambientamento e di impatto linguistico, dà la sensazione di provare ad adattarsi al meglio in ogni situazione, è reduce da buoni risultati soprattutto in Eredivisie e vanta una buona rete di scouting. Ovviamente tutto dipendeva, dipende e dipenderà dai margini di manovra e dal budget che gli saranno messi a disposizione, ma finora credo che rappresenti il minore dei nostri problemi. Le visioni dell'ambiente sono state pressochè totalmente negative dinanzi agli arrivi di Gartenmann e Insigne, vuoi per le condizioni fisiche, vuoi per gli screzi ai tempi del Napoli, vuoi per lo status di svincolati. Senz'altro presentarsi come primo acquisto con un giocatore fermo da fine 2025 per un grave infortunio al ginocchio non è stato sicuramente il miglior biglietto da visita, come del resto tecnicamente parlando è impossibile mettere in discussione Insigne, sul quale si spera possa ancora determinare come nei mesi a Pescara. Dovrà ovviamente essere gestito nel migliore dei modi dal punto di vista fisico, a 35 anni sarà impossibile pensare ad un impiego totale in un campionato infinito ed estenuante come il torneo cadetto. Sul resto tutto può passare in un attimo, o non può passare mai, dipende dai risultati, dal calciatore e dalla piazza, di certo si ha avuto la sensazione di andarsi a cercare continui motivi per fomentare.
Su tutti questi aspetti posso avere dubbi, non invece a livello generale sul fatto di puntare su giocatori svincolati, o a fine contratto, come preferiamo chiamarli. Si possono spesso trovare profili interessanti (e se non si spende il cartellino può anche essere un aspetto favorevole), non necessariamente gente senza squadra perchè rotta fisicamente, complessa caratterialmente, o tecnicamente non affidabile. C'è un po' di tutto ovviamente, a volte si tratta di uno status dovuto semplicemente a mancati accordi di rinnovo, a scelte differenti del giocatore o del club, alla voglia di provare nuove esperienze. Senza fare paragoni fuori luogo, ricordiamoci i casi di quando tanti anni fa un fenomeno dirigenziale di nome Beppe Marotta puntava su parametri zeri di giovani sconosciuti o elementi esperti da lanciare o rilanciare, come Angelo Palombo, Max Tonetto, Giulio Falcone, Claudio Bellucci ecc. Ho citato il top e avevamo ai tempi una società di ben altro livello, ma il concetto è questo: dipende dalle tempistiche e dalla bravura della dirigenza nel saper cogliere occasioni potenzialmente interessanti, potendo concedere di più in termini di ingaggio e ragionando in ottica plusvalenze per quegli elementi ancora nel pieno della carriera, il caso Sinani potrebbe essere valutato in tale ottica nel caso in cui il nazionale lussemburghese ripagasse la fiducia sul campo.
Nel frattempo misurare il termometro dell'ambiente, almeno di una sua parte, è risultato pressochè indecifrabile. Quasi tutti vedevano solo nero, improvvisamente è aumentato il numero, almeno sui social, di chi improvvisamente decantava l'operato della società e sul mercato, ben prima degli arrivi di Luca Ravanelli e Tobias Lauritsen. Intendiamoci, sicuramente due ottimi acquisti, il primo un profilo di prima fascia in categoria con quattro promozioni consecutive, e un attaccante con caratteristiche fisiche che ci mancava da anni ed è reduce da quattro stagioni in doppia cifra in Eredivisie. Si tratta di due rinforzi che colmano almeno in parte due grosse lacune, ne restano diverse in organico, il mercato è ancora lungo. Questo sbalzo di umori è incomprensibile, quando arrivano giocatori di valore è ovviamente giusto evidenziarlo ma il concetto è un altro; cerchiamo di restare più equilibrati, razionali e svegli dinanzi a tutto quello che accade dentro e attorno alla Sampdoria, perchè la storia recente ce lo insegna. Bisogna intervenire sempre quando non sia troppo tardi, la contestazione alla squadra a Bogliasco è arrivata nel momento decisivo per dare la svolta la scorsa stagione, mentre alcuni erano contrari. Non dimentichiamoci mai che non esiste solo il bianco, né solo il nero, è vero ci sono mille sfumature, ma attenzione: arriviamo da una retrocessione arrivata sul campo ed evitata soltanto dopo il caos Brescia e un play-out, l'anno scorso ci siamo salvati a fatica, in entrambi i casi avevamo organici sulla carta ben superiori alla lotta retrocessione, tanti allenatori non saranno stati all'altezza (ma lo erano proprio tutti tutti?), è evidente che il problema principale sia attorno alla società.
È giusto non fare la caccia alle streghe, ma altrettanto non esaltarsi, illudersi, o decantare per poco o nulla. Se tra un anno saremo promossi al primo posto con venti punti sul terzo, applausi, ma molti di noi giustamente non dimenticano e non devono dimenticare, e non si parla “solo” dei risultati ma dell'intera gestione dell'Unione Calcio Sampdoria. Spesso sento e leggo tifosi che dicono “questo non è il momento per contestare”, sono però gli stessi che in realtà non contesterebbero mai, non è il problema il “quando”, né il “dove”. Anche in occasione della precedente gestione societaria molti hanno iniziato a contestare tardi, quando il cadavere era ormai in riva al fiume, appoggiando sempre e comunque la società a prescindere, dimenticandosi così facendo si faceva il male della Sampdoria. Un conto è la Sampdoria, un altro conto è la società. Esattamente come giustamente ci si abbona a prescindere dalla società, perchè l'abbonamento è un attestato di fede, una dimostrazione di amore per la propria squadra del cuore e non automaticamente di appoggio alla società, contestare una società non significa far venire meno l'appoggio all'allenatore e alla squadra, come peraltro la tifoseria organizzata ha sempre garantito dimostrando coerenza fino in fondo. La maglia più bella del mondo resta ed è quasi impossibile peggiorarla (anche se quella dell'anno scorso nel riscaldamento pre partita ad esempio era inguardabile), un bel video per la campagna abbonamenti può anche emozionare, ma niente e nessuno deve far distaccare le nostre attenzioni su quel che conta. Qualcuno in società ha parlato di cinque tifosi protagonisti di una contestazione, qualche media ha scritto perfino di gente ubriaca... nessuno è ubriaco e a quei cinque aggiungiamo pure parecchi zeri... l'originale lancio dei nasi in campo insegna. A difesa della Sampdoria i Sampdoriani ci saranno sempre.
