Sampdoria, abbiamo vinto di gruppo contro tutti (2-1)

Sampdoria, abbiamo vinto di gruppo contro tutti (2-1)
© foto di Sampdoria.it
Oggi alle 19:20Primo Piano
di Edoardo Tesei

Finisce qui a Marassi, ed è un urlo liberatorio che spazza via la paura: la Sampdoria batte il Catanzaro 2-1 al termine di una battaglia infinita, conquistando tre punti pesantissimi con il cuore, con i denti e in dieci contro undici.

Una vittoria fondamentale, arrivata però al termine di una partita dai due volti. Nel primo tempo abbiamo fatto fatica a trovare le giuste distanze: tanta confusione, trame disordinate e una qualità evidente che però faticava a tradursi in manovre corali fluide e incisive. Eppure le occasioni per passare in vantaggio non sono mancate: prima l'incredibile chance sprecata da Anderson a due passi dalla porta, poi il velenoso tiro a giro di Insigne finito di un soffio alto sopra la traversa e infine l'incornata di Abildgaard che si è stampata clamorosamente sul palo. Come nella più classica e crudele delle leggi non scritte del calcio, al 46' del primo tempo è arrivata la doccia fredda: una colossale ingenuità difensiva, frutto di una totale incomprensione e mancanza di comunicazione tra Vindahl e Gartenmann, ha regalato al Catanzaro il gol dello 0-1 prima dell'intervallo. Una disattenzione gravissima e rivedibile che rischiava di tagliarci le gambe.

Negli spogliatoi, però, è scattato qualcosa. Nella ripresa siamo rientrati sul prato di Marassi con un piglio e una cattiveria agonistica completamente diversi. Prima Insigne si è visto annullare il pari per posizione di fuorigioco, ma poco dopo è stato ancora lui, trascinatore assoluto, a trafiggere la retroguardia calabrese su un assist perfetto di Lauritsen, rimettendo il match sui binari giusti.

Al 65', quando l'inerzia sembrava tutta dalla nostra parte, è arrivata la pesantissima tegola firmata dal direttore di gara Airoldi: un'espulsione diretta ad Abildgaard che lascia davvero basiti. Il fallo su Pafundi c'era, è innegabile, ma punirlo con un rosso diretto per condotta gravemente pericolosa è una decisione spropositata, priva di buon senso e che grida vendetta.

Sotto di un uomo, con mezz'ora da giocare e il rischio di crollare, questa squadra ha però tirato fuori l'anima blucerchiata. Non abbiamo mai smesso di crederci, abbiamo stretto le linee e su una clamorosa disattenzione della difesa del Catanzaro ci ha pensato Begic a farsi trovare al posto giusto nel momento giusto, infilando la rete del 2-1 che ha fatto esplodere la Gradinata Sud. Negli ultimi minuti è stata una trincea d'altri tempi, ma al triplice fischio facciamo festa noi. Una vittoria di rabbia, sofferenza e carattere: tre punti d'oro per ripartire. Avanti così, sempre forza Sampdoria!