IL SAMPDORIANO - Sampdoria, Gruppo anche a Cesena. I meriti di Lombardo, lo scossone societario
Mi è piaciuta questa Sampdoria, a tratti quasi incredulo nel vederla in trasferta fin dall'inizio così propositiva, concentrata, ricca di dinamismo e determinata nel fare risultato. Almeno nel primo tempo e ad inizio ripresa si sono viste interessanti trame di gioco, triangolazioni cercate e e talvolta trovate, compagni in movimento senza palla, inevitabilmente una manovra più fluida e un po' imprevedibile. Ok niente di trascendentale, fatichiamo a trovare la porta anche quando performiamo meglio rispetto all'avversario ma non scordiamoci dove eravamo finiti dopo le sciagurate sconfitte con Mantova, Bari e Carrarese.
Trovarci a 41 punti a due gare dal termine, con l'incubo retrocessione diretta già spazzato via e +4 sull'Empoli, attualmente quintultimo e con gli scontri diretti a nostro favore, è davvero tantissima roba. Dopo la sconfitta con il Monza da parte mia zero drammi, zero delusioni per le presunte e ridottissime illusioni play-off svanite ma solo tantissima gioia per quei tre successi consecutivi che ci hanno portato dall'inferno alla quasi salvezza. Vedendo le prime battute del match del Manuzzi, si è subito intuito il raggiungimento di uno degli obiettivi prefissati da Attilio Lombardo: dimenticarsi subito il Monza e riprendere il cammino intrapreso con la consapevolezza di non essere ancora salvi.
La Sampdoria ha subito preso l'iniziativa, ha giocato con personalita, coralità, compattezza e spirito propositivo, tenendo alto il baricentro con l'obiettivo di fare la partita. E non sminuiamo il tutto dicendo "ok ma il Cesena è in calo di rendimento e risultati da diversi mesi". I romagnoli, appena usciti dalla zona play-off, hanno dimostrato nella ripresa il perchè era ritenuta ad inizio stagione una seria candidata ad un piazzamento almeno ai play-off mettendo in evidenza un paio di elementi di spessore per la categoria. Nell'ultima mezzora siamo un po' calati dopo aver creato le prime serie occasioni da goal. Il Cesena è cresciuto, ha provato a vincere per tornare ottavo ma abbiamo retto, rischiando qualcosa solo sul gioco aereo.
Martinelli, in quelle poche volte in cui è stato chiamato in causa, ha risposto presente in maniera convincente, Ricci non ha fatto rimpiangere Esposito, Abildgaard è ritornato in mezzo al campo dove ha svolto un po' di lavoro sporco, solo 20' finali per Conti ma subito in partita, Di Pardo non si è risparmiato a spingere, Cherubini talvolta non concreto ma tanto dimamico e simbolo di abnegazione, Brunori si è sbattuto ma si è visto poco. Ci mancava gente come Pierini e Coda, Esposito è rimasto in panchina, pochi minuti per Conti ma stiamo dimostrando di essere una Squadra.
Gran parte del merito va a chi ho sempre ritenuto l'unico in quella fase a poter portare in porto la missione salvezza, Attilio Lombardo. Fatta eccezione per Carrara dove evidentemente vanno in scena le nostre peggiori copie, si è vista un'altra Sampdoria, abbiamo ritrovato tutte le caratteristiche di un Gruppo. Attilio ha portato pace, calma, serenità ed esperienza nello spogliatoio, ha effettuato qualche accorgimento tecnico - tattico, ha fatto respirare la Sampdorianità quella vera, quella di un Sampdoriano autentico, pronto a metterci in faccia nei periodi peggiori; nel 2002 in campo, l'anno scorso e quest'anno in panchina. Lui è un Sampdoriano vero, non fa discorsi, fa i fatti. Adesso l'ultimo sforzo, tutti insieme, grazie Attilio.
Nel frattempo l'ultimo scossone societario non può che portar bene in ogni caso, del resto andare peggio non sarebbe semplice. Che questa situazione possa agevolare un'eventuale cessione? Non si sa, di certo ci siamo evitati un'estate dominata dal dualismo in società, uno scenario che stava rischiando di prendere sempre più piede e di bloccare l'intera programmazione del club in vista della nuova stagione che deve essere vissuta senza più patemi. Al tempo stesso la speranza è poter avere un giorno una proprietà visibile, presente, tangibile, con la minima capacità di non affidarsi a scommesse e algoritmi.
Qualsiasi cosa accada anche in positivo, è doveroso e sacrosanto non scordare mai il peggio a cui abbiamo assistito e mantenere gli occhi vigili su come si evolverà la situazione. Non salgo mai sui carri in corsa dei vincitori con il senno del poi o dei ruffiani. Io resto sul treno dove viaggia l'Unione Calcio Sampdoria, nel bene e nel male. E per lei auguriamoci un futuro più roseo con una proprietà/società opposta all'attuale, meglio prima che poi. Dai Doria!
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