Giampaolo: "Devo capire se possiamo fare punti in più. Non voglio rischiare stagione fallimentare, per rispetto del club e dei tifosi"

20.05.2019 01:08 di Moreno Cavanna   Vedi letture
© foto di Antonello Sammarco/Image Sport
Giampaolo: "Devo capire se possiamo fare punti in più. Non voglio rischiare stagione fallimentare, per rispetto del club e dei tifosi"

Reduce dal pareggio a reti bianche del Bentegodi, Marco Giampaolo è intervenuto ai microni di Sky Sport in qualità di ospite d’onore della trasmissione Sky Calcio Club. Il tecnico blucerchiato, perfettamente a suo agio nella veste di opinionista, non ha risparmiato alcune dichiarazioni in merito alla sua esperienza alla Samp e al suo futuro. Queste le sue parole:

Sul futuro allenatore della Juventus: “Sicuramente non sarò io (ride n.d.r.)”.

Su Allegri e la possibilità per un allenatore di restare a lungo nella stessa società: “Io penso che ci sia anche bisogno di cambiare faccia, intendo l’allenatore, perché poi rischi di dire sempre le stesse cose, i calciatori hanno bisogno di grandi motivazioni. La motivazione è quella che ti spinge a raggiungere sempre obiettivi massimi e la forza della Juventus è stata questa. Ogni tanto bisogna anche cambiare conduzione, perché tutti i calciatori non li puoi cambiare, è una scelta difficile per il club individuare di volta in volta il condottiero che riesce a ripetere quei risultati, perché i risultati che ha raggiunto Allegri sono straordinari. Interrompere un rapporto che dura da 5 anni non è semplice. Gli allenatori e i giocatori vivono di grossi sentimenti, guai se non fosse così”

Sulla filosofia di gioco: "Tutti devono fare punti, poi ognuno sceglie il mezzo attraverso il quale vuole fare punti perché giochi bene ma devi vincere, e non è detto che giocando male tu possa vincere. Ognuno ha un’idea ed è fedele a quell’idea e se ci crede la porta avanti. Io penso che bisogna vincere giocando bene. Vincere giocando male è un qualcosa che non concepisco, perché penso che giocando male non si possa vincere.”

Sulla Samp simile al Napoli di Sarri: “Per giocare quel calcio devi avere giocatori di talento, e poi il talento moltiplica le idee e il valore delle tue idee. Sarri a Napoli ne ha trovato in abbondanza e anche calciatori normali sono riusciti a valorizzarsi nel collettivo.”

Sul futuro: “Io alla Samp sto bene e mi vogliono bene, abbiamo anche fatto il nostro, ho un ottimo rapporto col mio club. Tifoseria straordinaria, più volte ho detto che ci hanno fatto vincere partite impossibili o difficili da vincere, ha pagato pegno anche la Juventus a Marassi negli ultimi tre anni. Ci siamo divertiti. Però credo che ci sia bisogno sempre di rinnovare motivazioni e crescere perché quello che è stato straordinario prima può diventare ordinario dopo. Bisogna rinnovarsi, anche perché i calciatori hanno bisogno di stimoli sempre diversi, oppure cambiare calciatori."

Su Ferrero e la possibile chiamata di un grande club: “Io ho sempre un contratto con la Samp ma i discorsi che bisogna mettere in atto non sono in funzione di alternative, perché dovrei comunque andarne a discutere con Ferreronon è che posso scappare da lì. Io faccio un discorso di responsabilità. Cosa possiamo fare? Ci possiamo migliorare? Non va bene appiattirci e rischiare di “timbrare il cartellino”. In campo devo avere sempre forti motivazioni, e poter sfidare anche la Juventus perché io ho anche avuto questa sensazione con la mia squadra. Devo capire se possiamo fare dei punti in più e non rischiare di farne di meno. Rischieremmo di fare una stagione fallimentare, e questo non voglio farlo, per rispetto del club dei tifosi di quanto costruito. Me ne assumo la responsabilità anche con il rischio di dovermi fermare"

Sull’ Europa sfumata: “Per mantenere vivo quell’obiettivo devi vincere, non è bastata nemmeno la settima posizione. Sessantaquattro-sessantacinque punti sono tanti, ne abbiamo fatti ventinove nel girone di andata e sarebbero stati cinquantotto. Mancavano diversi step, sessanta punti sono tanti, non sono pochi."

Su Quagliarella: “Soddisfazione straordinaria per Fabio. Ventisei goal sono tantissimi.”

Su De Rossi: “Recentemente mi ha detto di voler venire a lavorare con me. E’ un calciatore che trasmette passione e sentimento, sarebbe una risorsa. Ci sto pensando.”