ESCLUSIVA SN - Luca e il figlio Cristian ad Ascoli: "Sosteniamo la Sampdoria per quello che rappresenta nel cuore"

ESCLUSIVA SN - Luca e il figlio Cristian ad Ascoli: "Sosteniamo la Sampdoria per quello che rappresenta nel cuore"
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di Diego Anelli

Nell'ennesima pessima stagione della Sampdoria, come sempre l'unica nota lieta è rappresentata dai tifosi.

Sampdorianews.net ha avuto il piacere di intervistare in esclusiva Luca De Mela, sempre al seguito dell'amata Sampdoria assieme al figlio Cristian ed entrambi fedeli nostri lettori.

Se ti chiedessimo come è nato il vostro amore per la Sampdoria? "Il mio amore per la Sampdoria nasce fin da piccolo direi intorno ai 4 - 5 anni. Mio padre era Sampdoriano. Ricordo le prime partite, un Sampdoria - Roma di Coppa Italia 5-3, un Sampdoria - Verona 3-1 con tripletta di Biscia gol e ricordo come dai distinti guardavo sventolare le bandiere nella Sud. All'epoca eravamo in minoranza a Genova, quelli là parlavano solo degli pseudo scudetti vinti nella preistoria e del fatto di essere loro la squadra di Genova. Io sono sempre stato dalla parte dei più deboli e all'epoca difendere la Sampdoria era difendere la più debole (ovviamente in termini di preponderanza cittadina, non di risultati). Ricordo che ascoltavo e riascoltavo al mangiadischi il 45 giri del nostro vecchio inno, Doria Olè. Ricordo che il retro del 45 giri conteneva la canzone Schitta pesciu.... Mio figlio ha seguito suo Papà, con un amore per la Sampdoria sempre più viscerale. Di lui mi piace che si sente il più Doriano di tutti...".

In pochi intimi nel settore ospiti. Ascoli - Sampdoria al martedì alle ore 20 con le solite restrizioni e fregandosene di chi non può esserci causa lavoro. Possiamo definirlo lo spot perfetto del male prodotto dal calcio moderno?  "Ad Ascoli alla fine eravamo una sessantina (contati di persona uno ad uno), tanti non di Genova. Ho sempre notato nelle trasferte quanti tifosi Doriani ci siano sparsi per l'Italia, noi abbiamo più tifosi di quanto immaginiamo. Il calcio moderno purtroppo è questo, orari e giorni improponibili, divieti, burocrazia, difficoltà ad accedere agli impianti. Se non fosse per mio figlio che mi spinge, forse anche io avrei mollato... Comunque per noi la Sampdoria viene prima di tutto e il pensiero di non lasciarla mai sola ci spinge ad andare ovunque, soprattutto in trasferte dove sappiamo non ci sarà molto seguito. Eravamo anche a Palermo... I Doriani devono comunque essere presenti ovunque!".

Ad Ascoli per un tempo abbiamo retto bene senza concedere nulla ad una delle squadre più in forma. Poi prendiamo goal al primo tentativo, non la buttiamo dentro nelle poche occasioni, subiamo pure il rocambolesco 2-0 e non avere cambi ha fatto il resto. I vostri pensieri sul primo k.o. nella gestione D'Angelo. "Condivido in pieno la tua analisi: ad Ascoli si è comunque intravisto qualcosa di diverso, come del resto a Bolzano. I limiti sono evidenti soprattutto in alcuni calciatori, ma l'atteggiamento di quasi tutti ci è sembrato migliore. Purtroppo abbiamo incontrato forse la squadra più in forma e in fiducia del momento. Anche un pizzico di sfortuna nei momenti topici della partita ha contribuito al risultato finale".

Un mercato indecifrabile con molta gente reduce da problemi fisici e la scelta di Corradi sono alcuni dei tanti gravi errori commessi in estate da una proprietà e da una dirigenza oggetto di critiche e contestazioni sempre più dure. È la terza stagione consecutiva di patemi. "È indubbio che se dopo tre anni siamo sempre in questa situazione, la società sia la prima responsabile con scelte incredibili a volte al limite del grottesco. Il pesce puzza sempre dalla testa (mai striscione fu più nefasto!). L'auspicio è quello di un veloce cambio societario, o perlomeno un cambio al vertice di chi guida l'area sportiva!".

I vostri pensieri, le speranze, i timori, le sensazioni durante il viaggio da Ascoli a casa. "Nel viaggio di ritorno ci dicevamo questo: riguardo l'allenatore è indubbio che ci siano enormi differenze, il nostro omone ci sta mettendo organizzazione, grinta, temperamento e voglia di lottare e i giocatori, anche se ancora non tutti, stanno apprendendo. Le assenze: stavolta ne mancavano sei, oltre a Sinani e Viti, sfido qualsiasi altra squadra di serie B a rinunciare a questo potenziale. Errori e sfortuna: lunga vita a Krastev, ma se Vindahl avesse preso quei due goal, sarebbe stato crocifisso. Prendiamo un palo e l'azione dopo prendiamo un gollonzo su autogoal, è sfiga. Sostituti improponibili, contro una squadra comunque in salute e convinta dei propri mezzi. Ultima considerazione. Un anno fa circa chiesi a mio figlio di tredici anni: ma se il Ligorna va in serie A e il Doria in serie D, tu chi vai a vedere e sostenere? Lui rispose, Papà sempre e solo la Sampdoria! Non dimentichiamolo mai: noi non  andiamo allo stadio a sostenere società o giocatori, noi sosteniamo la Sampdoria per quello che rappresenta del cuore di ognuno di Noi. "Vengo al di là del risultato, c'ero ci sono e ci sarò". Comunque ed ovunque sempre Forza Doria!!!".

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