Corradi: "Far capire a chi gioca nella Sampdoria che ha responsabilità verso la sua storia. Lombardo risorsa importante"
Il nuovo allenatore della Sampdoria Bernardo Corradi è stato ufficialmente presentato quest'oggi a Bogliasco. Dopo l'introduzione da parte del direttore dell'area football Fredberg, e del DS Branco, il tecnico ex Milan ha parlato dei suoi obiettivi sulla panchina blucerchiata:
"La promozione in A nel 2027 o nel 2028? Una domanda che mi aspettavo. Chi viene ad allenare la Sampdoria deve dimostrare il vero DNA della Sampdoria. Ho negli occhi la Samp del passato, aveva sentimenti forti ed era diversa. Voglio far capire a chi gioca nella Sampdoria che ha responsabilità verso la sua storia. Tutte le partite dovranno essere impostate per la vittoria. Posso accettare errori tecnici ma non di approccio. Ho esperienza, la B è lunga e serve continuità e comunione di intenti. Due partite buone ti portano nei play-off, due cattive no, dobbiamo essere continui."
"La scelta è chiara, quando ti avvicina la Sampdoria è importante. Io ho fatto liceo e università a Coverciano, mi sono formato preparando partite in un giorno e mezzo… Poi ho voluto uscire dal sistema Figc e ho lavorato con un allenatore vincente, ora ho bisogno di una sfida tutta mia. Scegliere la Sampdoria implica carico di responsabilità e aspettative ma ho sempre saputo prendermele. Mi piace parlare poco e fare fatti".
"Io credo che di capire quando una persona è pronta nei fatti. Esperienza? Giovane? Ho 50 anni e le spalle abbastanza larghe. Qui c’è tanta passione e appena giocheremo vedremo. Poteva venire anche Mourinho, ma se perde tre partite contestano anche lui. Saremo liberi mentalmente anche per prendere le decisioni giuste. Mutarelli? Per mia filosofia guardo la parte tecnica e umana, lui mi ha detto: “Sappi che se dovessi essere un problema puoi lasciarmi a casa”. Ha giocato qui molti anni fa, a me ha dato ampie garanzie. Posso capire chi non accetta la situazione, ma io non posso incidere su quello che è stato prima, incido sul futuro."
"Uno dei grandi pregi che ho acquisito è individuare le caratteristiche dei giocatori. Molti allenatori senza un minuto in panchina si sono seduti su quella di un grande club e hanno fatto bene, io ho otto anni in federazione."
"Sulla rosa c’è sempre una base da cui partire. In queste situazioni uno pensa a una casa da costruire dalle fondamenta. Il direttore sta lavorando. Valorizzare italiani e giovani è strada la da seguire. Abbiamo vinto molto a livello giovanile, quindi i giovani bravi ci sono e vanno messi in condizione di fare bene. Lombardo? Quando Ho parlato di DNA nessuno meglio di lui potrà aiutarmi. Sarà una risorsa importante."
"Riuscire a individuare le caratteristiche dei giocatori è fondamentale, il percorso di crescita individuale servirà per ogni giocatore. In Figc ho allenato ragazzi nati dal 2000 al 2007, quindi molti."
"Il calcio è in continua evoluzione, cambiare atteggiamento da possesso a non possesso. Quando giocavo a Marassi l’allenatore non lo sentivo quasi nemmeno. Partiremo con la difesa a 4, poi vedremo, per avere maggiori armi a nostro vantaggio. Certamente i risultati positivi ti aiutano a lavorare meglio".
