Branco: "Sampdoria icona del calcio, qui per vincere insieme"

Branco: "Sampdoria icona del calcio, qui per vincere insieme"TUTTOmercatoWEB.com
venerdì 12 giugno 2026, 21:07Primo Piano
di Redazione Sampdoria News

Prime dichiarazioni di Americo Branco come Ds Sampdoria ai media ufficiali.

"Sono molto orgoglioso di arrivare alla Sampdoria sono molto fiero di essere qua, perché arrivo in una delle società di calcio più iconiche del mondo, più speciali. Questo è un percorso di circa 11-12 anni che ho iniziato da quando avevo 24 anni. Il fatto di essere arrivato a me non basta, in tutti i club sono stato quasi sempre più di tre anni e ho fatto un lavoro con una certa continuità. In quanto portoghese, non sono molto diverso dagli italiani: per tanti secoli abbiamo girato il mondo… Ho avuto sempre la capacità di rispettare, e questo per me è la cosa più importante nella vita e nel calcio. Ovunque sono andato ho sempre rispettato tantissimo il club, i valori dei paesi, e la storia del proprio club, perché questo è l’unico modo per fare bene: creare delle basi con la storia, e guardare avanti perché, il passato non si cambia.

Cercherò di prendere questa responsabilità, perché la Sampdoria è uno dei club più grandi del mondo, Uno dei nomi più conosciuti, sicuramente la maglia più bella del calcio mondiale. Non mi piace, nel calcio, promettere lavoro, a me piace promettere che sarò la miglior versione di me stesso e che sarò parte di un gruppo formato da tante persone, e non si parla solo di giocatori e allenatori, si parla dello staff dal magazziniere al proprietario, tutti devono essere coinvolti dallo stesso spirito per arrivare fino in fondo e raggiungere gli obiettivi.
Questa maglia non basta indossarla, con questa maglia -e mi scuso se sono un po’ incorretto- in tanti l’hanno indossata, in tanti hanno avuto sul petto questo stemma, ma il bello non è indossarlo, il bello è vincere con questo stemma, il bello è arrivare a raggiungere gli obiettivi che questa società e questa città hanno nel DNA. È per questo che sono qui, l’obiettivo della Samp è ogni domenica di entrare in campo per vincere, questo è l’obiettivo non esiste fra un anno o fra due anni. Esistono i 90 minuti per vincere, nonostante chi c’è dall’altra parte. Questo è ciò che la gente deve avere in testa: sono 90 minuti che cambiano la mentalità di tante persone ogni settimana, il modo in cui vivono la loro vita quotidiana, quindi noi dobbiamo prendere sulle nostre spalle questa responsabilità.

L’Italia è uno dei paesi del calcio, se non il paese del calcio. Il calciomercato è nato qui, con i suoi pregi e difetti, però penso che voi a volte siate molto duri con voi stessi. Avete un potenziale calcistico molto grande, capisco la delusione di non essere al mondiale, ma avete appena vinto l’Europeo Under 17, avete raggiunto tante finali negli ultimi anni, quindi non bisogna cambiare tanto, bisogna guardare più la parte positiva che la parte negativa. Io sono stato in paesi come il Portogallo, l'Olanda, dove lavorano benissimo per le Nazionali, però vi posso dire che negli anni in cui il Portogallo ha sviluppato il suo calcio a livello di Nazionale, le grandi squadre giocavano con 10 stranieri. Quindi non è detto che una cosa influenzi l'altra. Tornando alla Sampdoria, che è la cosa più importante, i due più grandi allenatori della storia della Sampdoria sono stati due stranieri.

La Serie B l'ho conosciuta in Portogallo per metà della mia carriera. Ho sempre detto che non avrei voluto più lavorare in una seconda divisione, perché la Serie B, sia in Italia, sia Portogallo, sia in Olanda, sia in Inghilterra, è tostissima: capita che fai una squadra per salire e ti ritrovi a giocare per la salvezza, oppure il contrario. Però quando ho ricevuto la chiamata di Fredberg lui ha fatto tanto per avermi qua, e devo ringraziarlo. Non credo che esista nel calcio un professionista che possa dire no alla Sampdoria.

L'allenatore che verrà alla Sampdoria deve capire molto bene dove viene, e per cosa viene: non viene solo per indossare lo stemma, ma viene per sudare lo stemma, che è una cosa molto diversa. Io sono sicuro che chi era qui prima di me ha fatto un grande lavoro per preparare. Non arrivo con il tocco di Re Mida, arrivo con una conoscenza, con la capacità di farmi aiutare da tutti, non arrivo con la sicurezza di sapere tutto e di poter vincere da solo, perché non succederà. Vengo per individuare gente che prima di tutto abbia voglia di vincere, e abbia la qualità personale di essere una brava persona che rispetta questo club. Non sono venuto qua per perdere, non sono venuto per farmi le vacanze, io sono venuto qua per trascinarmi tutti dietro, dal proprietario a quelli che si occupano dei campi. Non credo in un calcio solo dei giocatori, non credo in un calcio solo degli allenatori, credo nel calcio delle società. Nelle società di calcio gli allenatori, i proprietari, i direttori, non sono proprietari del club: i proprietari del club sono i tifosi, loro sono il cuore e i polmoni del club".