Audero: "Quando mi fecero nome Sampdoria chiesi dove firmare"

Audero: "Quando mi fecero nome Sampdoria chiesi dove firmare"TUTTOmercatoWEB.com
giovedì 7 aprile 2022, 21:40Primo Piano
di Emanuele Massa
L'estremo difensore della Sampdoria Emil Audero è stato ospite dell'evento di SampCity dedicato alla storia dei portieri blucerchiati

Emil Audero in occasione della serata “La storia dei portieri dell’U.C. Sampdoria” organizzata da SampCity Events ha toccato diversi temi a partire dal suo arrivo in blucerchiato:

"Quando arrivai alla Sampdoria c’erano diverse squadre tra cui potevo scegliere. Quando mi fecero il nome della Samp chiesi dove devo firmare. I colori, la storia, lo stadio mi hanno fatto una grande impressione. Era un’occasione da cogliere. Ho vissuto sempre nello stesso modo i momenti della partita e dell’allenamento. Pensavo fosse l’ambiente giusto per far bene".

Esiste la parata perfetta? "Forse è peggio quando fai la bella parata. La parata perfetta non è quella in volo d’angelo, ma quella di reattività che sai che tecnicamente devi eseguire bene. Sull’errore e sulla gran parata il concetto è lo stesso. L’errore può capitare: ieri è capitato a Mendy, portiere che stava vincendo tutto. Devi resettare e continuare. Quando fai una gran parata la difficoltà è portarla a termine: stare sul pezzo e farne altre".

I rigori? "Al giorno d’oggi si è visto che in percentuali sono aumentati i rigori parati. Vai a vedere i possibili rigoristi e li vai ad analizzare. Sicuramente si fa più attenzione, e si concedono più rigori, ma a volte può andarti bene. A volte scegli il lato giusto ma il giocatore lo calcia male e magari spingi troppo. E’ una componente di fortuna e bravura".

Il cucchiaio fa arrabbiare? "Il cucchiaio fa rosicare ma alla fine se te lo fanno te lo tieni e bravi loro".