D'Angelo: "Bisogna essere realisti, risalire e difendere la categoria. Voglio una Sampdoria di temperamento"
Il nuovo tecnico della Sampdoria Luca D'Angelo si è presentato ai media ufficiali. Queste le sue prime dichiarazioni da allenatore blucerchiato:
"È stato molto emozionante quando ho ricevuto la telefonata dei direttori e del mio procuratore che mi dicevano che l’accordo era stato raggiunto. La Sampdoria rappresenta una società storica, con una tifoseria incredibile, questo non lo dico per piaggeria, ma è conoscenza di tutti; con una maglia che ha subito scatenato le richieste di tante persone per poterla avere, è bellissima e unica. È vero che è una squadra in difficoltà, ma il tempo per recuperare c’è.
La classifica ci fa essere molto realisti, in questo momento è deficitaria, però una chiamata della Sampdoria non poteva essere messa in secondo piano, per storia e tradizione. La società è solida, e secondo me ha anche un gruppo di giocatori che può fare molto, molto meglio di quello che ha dimostrato fino adesso.
Ovviamente, da spettatore è sempre complicato: non entro nei meccanismi che non conosco, perché ho visto la squadra solo in televisione. La cosa che mi ha colpito è che la squadra ha quasi sempre approcciato bene le gare. Dopo, probabilmente, alle prime difficoltà tende a disunirsi e questo ha creato qualche problema.
Adesso abbiamo tre partite in sette giorni, e più che allenare la squadra dal punto di vista tattico - ovviamente non c’è il tempo materiale per farlo- bisogna farlo a livello morale e di temperamento. Secondo me sono questi i due fattori da mettere in risalto durante questa settimana che andremo ad affrontare.
È sempre difficile auto-incensarsi, ma credo che le mie squadre con il tempo acquisiscono una buona organizzazione difensiva, sanno cosa fare quando si attacca. Mi piace un calcio di intensità, un calcio verticale. Non amo il possesso palla fine a se stesso nella propria metà campo, ma mi piace, se è possibile, se l’avversario lo concede e se siamo bravi, cercare di invadere la metà campo degli altri. Un calcio molto dinamico.
Io sono un uomo pragmatico, questo me lo riconosco: credo che in questo momento bisogna essere realisti, dunque la prima cosa da fare è cercare di risalire e difendere la categoria. Però siamo sempre la Sampdoria, perciò dobbiamo avere anche una visione propositiva di quello che possiamo fare.
Le tante volte che sono venuto a giocare da avversario, mi sono sempre reso conto che la tifoseria rappresentava un qualcosa in più: in molte occasioni non sono riuscito a vincere a Marassi contro la Sampdoria perché, secondo me, non giocavano solo gli 11 giocatori, ma giocava anche lo stadio. Diventa difficile, per qualsiasi tipo di giocatore, affrontare quella tifoseria. Ho visto dalla televisione che i tifosi durante la partita sono sempre al fianco della squadra, poi ovviamente se il risultato è negativo, non possono che arrivare i fischi e le critiche.
Io non ho niente da chiedere, perché tanto so che la tifoseria doriana sarà vicino alla squadra, dal primo minuto fino a quando l’arbitro fischierà la fine di ogni partita.
Noi lavoreremo in questa settimana non tanto sul discorso tattico, anche se cercheremo di mettere qualcosa, ma obiettivamente gli allenamenti da fare sono pochissimi. Però voglio vedere una squadra che faccia dell’intensità e del temperamento la sua arma migliore. Per me, in questo momento, quello deve essere il nostro obiettivo".
