UTC: Codice etico

27.01.2020 18:09 di Redazione Sampdoria News   Vedi letture
Fonte: comunicato ultrastito.com
© foto di Matteo Gribaudi/Image Sport
UTC: Codice etico

All’inizio della stagione calcistica 2018/2019 qualcosa è nuovamente cambiato nel mondo del calcio, o per meglio dire, nel modo di vivere lo stadio. Caso strano sempre durante l’estate, quando fisiologicamente si vive il momento di maggiore relax a livello calcistico, essendo fermo il campionato. Caso strano facendo passare tutto in sordina, così che le persone apprendano ciò che sta accadendo solo una volta che ormai è accaduto. E infatti, con l’apertura delle varie campagne abbonamenti veniamo a conoscenza dell’introduzione del codice etico.

CHE COS’E’ IL CODICE ETICO? Acquistando un abbonamento ma anche un semplice biglietto, sia per le partite casalinghe che per le trasferte, un tifoso si trova a stipulare un contratto con la società di calcio che organizza le partite in programma. Questo contratto prevede che il tifoso rispetti un regolamento stabilito dalla società, regolamento praticamente uguale per tutte quest’ultime in quanto il programma codice etico abbiamo constatato essere, fatta eccezione per qualche punto diversamente interpretabile ma comunque simile nel contenuto, un copia incolla girato ovunque. In sostanza si tratta di un regolamento d’uso d’impianto che le società stabiliscono nei confronti dei tifosi, tra le cui regole c’è ad esempio l’obbligo di rispettare il posto assegnato sul proprio tagliando d’ingresso, quello di non stazionare in zone adibite al passaggio ed ancora di non permettere a chi gestisce i cori all’interno di una curva di assumere una posizione che consenta il coinvolgimento del resto della tifoseria nel sostegno della propria squadra. Questi sono solo alcuni degli esempi che questa regolamentazione va a toccare.

COSA E’ CAMBIATO RISPETTO A PRIMA? Di base poco cambia perché in realtà un regolamento d’uso d’impianto è sempre esistito. L’aspetto preoccupante di questa revisione del codice etico è il potere che viene consegnato nelle mani delle società e le conseguenze che quest’ultime possono trovarsi ad affrontare nel caso in cui decidano di non attuare il regolamento. Per capirci meglio. Fino a questo punto sono sempre state le questure ad emettere dei provvedimenti nei confronti dei tifosi – cosa già di per sé sbagliata, ma su cui torneremo a tempo debito. Con l’attuazione del codice etico invece, sono le società stesse a poter multare un tifoso fino ad arrivare addirittura a vietarne l’ingresso nel proprio stadio, nel caso in cui questo risulti sgradito. Se ciò non dovesse avvenire, per un’eventuale buon senso da parte della società, cosciente che gli stadi, e le curve in particolare, sono luoghi di colore, aggregazione e passione, la società stessa può essere multata e trovarsi a pagarne le conseguenze. Tutto questo mette nelle mani di queste ultime un’arma che si trovano costrette ad usare, anche in caso non lo ritengano opportuno.

COSA SUCCEDE OGGI? Dall’uscita di questo codice etico ad oggi, per fortuna, gli episodi repressivi sono stati pressoché inesistenti o comunque non esponenzialmente diversi da quelli che già purtroppo ci siamo trovati a raccontare in passato. Adesso però la situazione sembrerebbe essere peggiorata. Il caso più eclatante è quello di Napoli dove i tifosi, per protesta nei confronti di questo sistema, hanno deciso di disertare le curve da ormai diverse domeniche. Sono fioccate multe e diffide, dovute a cambi posto e posizionamenti dei lanciacori, da parte della questura ma anche della società. Pensate in caso di contestazione, cosa del tutto legittima oltretutto, come una società possa prendere la palla al balzo per fare piazza pulita, eliminando chi gli risulta essere scomodo. Tutto questo è a dir poco assurdo ma purtroppo maledettamente possibile. Queste sono strategie mirate a svuotare gli stadi della loro passione e a riempirli di tifosi cosiddetti consumatori, creando un pubblico da teatro. Noi ribadiamo per l’ennesima volta che in Italia, allo stadio, lo spettacolo sono le curve e coloro che le popolano, non solo gli ultras, ma tutti coloro che decidono di occupare quel determinato settore perché amano il divertimento, l’aggregazione e la libertà di tifare senza porsi problemi inesistenti, creati chiaramente ad hoc per mettere fine a tutto questo. Oggi più che mai bisogna tenere alta la guardia a difesa di ciò che per noi è vitale, difendendo ogni nostro diritto con i denti, senza indietreggiare mai di un centimetro.