Arezzo, Bucchi: "Prepariamo la gara per limitare tutta la Sampdoria. Il campo sposta gli equilibri"
In conferenza Cristian Bucchi in vista di Sampdoria - Arezzo:
"Mi aspetto una partita complicata a livello ambientale: troveremo uno stadio pieno e un avversario che viene da una partita negativa dentro un periodo difficile, ma che ha grandi valori tecnici. Noi dovremo essere bravi a fare bene le nostre cose, è quello che fa la differenza. Servono piglio e coraggio, se vengono meno ritmo e intensità, la B non ti perdona. In questo campionato ci sono valori individuali che fanno la differenza: alcuni giocatori della Samp, e cito Ravanelli e Delli Carri, hanno giocato in A, hanno vinto campionati. Non dovremo preoccuparci del contesto ma sfruttarlo.
Il fattore Ferraris? Non so se c’è un antidoto, è sempre il campo che sposta gli equilibri. Io da giocatore ho fatto il salto dall’Eccellenza alla serie A, all’esordio ero in trance ma feci gol dopo 3 minuti. Per quella che è la mia esperienza, dico che non c’è un prima, c’è un durante. Il palcoscenico deve essere uno stimolo per tanti nostri ragazzi che a Marassi non hanno mai giocato. La B quest’anno è un esperimento continuo per noi. Dobbiamo giocarcela e stop.
Corradi è bravo, non so se sia sulla graticola e sinceramente non lo credo. Insigne? Non posso preparare la partita su un singolo avversario. Magari fermiamo lui ma poi ce ne sono altri forti. E’ chiaro che Insigne sposta gli equilibri, gli basta una giocata per spaccare la gara. Noi però prepariamo la gara per limitare tutta la Samp.
Mancuso è pronto per giocare dall’inizio. In vista delle prossime gare ravvicinate serve turn over, impossibile pensare che tutti possano essere sempre titolari. Mancuso è uno che svaria, dà riferimenti e lega il gioco. Cianci e Cerri sono più di struttura. Valuterò nelle prossime 48 ore. Pattarello o Arena? Guardo la settimana. Non preparo la gara solo sugli avversari. Chi sta meglio gioca, l’altro entrerà. Gilli finora è stato sempre titolare: non lo conoscevo, ho avuto il piacere di scoprirlo ad Arezzo, arriva sempre un’ora prima al campo, si allena al massimo, è ricettivo. La titolarità se la è conquistata, non gli ho regalato nulla. Ma sono contento anche di Renzi, Righetti e di tutti quelli che si affacciano adesso alla B”.
