Sensibile: "La famiglia Garrone mi aveva chiesto anche dello stile e il post-partita di Sampdoria-Roma fa capire perché io non avrei mai scelto Delio Rossi"
Pasquale Sensibile apre il libro. Dopo mesi di silenzio, arriva lo sfogo dell'ex direttore sportivo della Sampdoria, direttamente dai microfoni dell'emittente genovese TeleNord. A non andar giù al dirigente sportivo sarebbero state le dichiarazioni di Delio Rossi degli ultimi mesi che, secondo il personalissimo giudizio di Sensibile, sarebbero andate a ledere il suo lavoro. Lo sfogo dell'ex diesse comincia proprio dalle ultime dichiarazioni dell'attuale tecnico doriano, arrivate dalla sala stampa dell'"Olimpico".
"Sta diventando talmente una consuetudine sentire Delio Rossi che fa passaggi a vuoto che ci vorrebbero tanti puntini sulle "i" - comincia Sensibile -. Innanzitutto gli allenatori che la Sampdoria avrebbe dovuto pagare non erano quattro, ma tre, con uno, Atzori, che poco dopo si sarebbe accasato allo Spezia. In più, contestualmente al passaggio di Rossi alla Samp, Iachini si è accasato al Siena. Per cui già di partenza erano tre, quando Delio Rossi è arrivato erano due, e pochi giorni dopo sarebbe diventato uno solo l’allenatore in più da pagare, che era Ciro Ferrara".
"Delio Rossi secondo me dovrebbe fare più attenzione a portare molto rispetto alla Sampdoria che con quel mezzo sorrisetto ironico ha fatto sembrare un’Armata Brancaleone. In secondo luogo, qualcuno dei dirigenti della Sampdoria dovrebbe spiegare a Delio Rossi che i disavanzi di bilancio si producono quando si retrocede e non quando si vincono i campionati. E non si può associare il disavanzo della Sampdoria al campionato vinto, che, anzi, ha comportato il fatto di accedere ai contributi del campionato di Serie A".
"Forse Delio Rossi dovrebbe dare spiegazioni circa la media punti, che è identica a quella di Ferrara - continua Sensibile come un fiume in piena -. O forse visto che Rossi viene definito come un maestro, dovrebbe preoccuparsi anche di insegnare. Dovrebbe stare attento ai comportamenti, perché ci sono cose che ai giovani non fanno bene. Quando sono stato direttore sportivo, la famiglia Garrone mi aveva chiesto anche dello stile e il post-partita di Sampdoria-Roma fa capire perché io non avrei mai scelto Delio Rossi".
"Quando le cose vanno male ti senti sempre dire che quello che conta sono i risultati. La salvezza della Sampdoria è un risultato importantissimo, arrivato grazie ai punti conquistati da Delio Rossi e a quelli conquistati da Ciro Ferrara. Conquistati grazie anche al coraggio di partire con una squadra molto giovane. E credo che si debba archiviare tutta questa storia, che secondo me andava chiarita, con grande soddisfazione. Al di là dei miei rapporti personali, credo vada rispettato il lavoro degli altri. Delio Rossi quando è arrivato ha espresso dei giudizi sommari e frettolosi sulla gestione della vicenda Icardi e della vicenda Palombo. Bisognerebbe avere più rispetto delle società e delle persone che si sostituiscono. Io credo che in questi mesi si sia parlato con molta leggerezza".
"Io ho solo messo i puntini sulle "i", perché quando si lavora si può sbagliare. Non credo ci siano scienziati in questo ambiente, però io credo che questo mio intervento si possa catalogare come legittima difesa di un lavoro fatto da Ciro Ferrara e dal sottoscritto. In questi mesi sono stato in silenzio per rispetto ai ragazzi e all'obiettivo da raggiungere, ma non potevo far finta di girarmi dall’altra parte. Per rispetto anche della Sampdoria".
