SAMPDORIA MVP: il primo a crederci, l'ultimo a mollare

14.09.2019 20:48 di Serena Timossi Twitter:    Vedi letture
© foto di Daniele Buffa/Image Sport
SAMPDORIA MVP: il primo a crederci, l'ultimo a mollare

Terza sconfitta consecutiva per la squadra blucerchiata, in uno degli inizi di stagione più difficili di sempre. Le vicende societarie hanno inevitabilmente condizionato le scelte in sede di calciomercato, non fornendo a Di Francesco gli innesti con i quali avrebbe potuto sviluppare al meglio la propria idea di gioco. In momenti come questo, nei quali trovare alibi però sarebbe controproducente, spesso la squadra deve lasciarsi prendere per mano da un leader, qualcuno capace di dare l'esempio con il proprio atteggiamento e la propria costanza. Quel profilo, ancora una volta, corrisponde a Fabio Quagliarella.

Con il peso sulle spalle dei sette goal subiti nelle prime due giornate, un'identità ancora da trovare e la fotografia di quello zero in classifica accanto al nome della Sampdoria, presentarsi al San Paolo come vittima sacrificale poteva sembrare quasi scontato. Chi non ha mai ceduto di un millimetro, nemmeno di fronte alle differenze qualitative di rosa e alle ambizioni, è il capitano doriano.

Il numero 27, soprattutto nei primi 45' - durante i quali è stato servito con maggiore frequenza -, ha tentato il tutto per tutto per scuotere i compagni: concludendo da fermo e dalla distanza cercando di sorprendere gli avversari, pressando i difensori del Napoli, ripiegando all'occorrenza e mostrando altruismo nella giocata, manifestando un buon feeling al suo primo tandem con Rigoni. Proprio l'argentino, spreca una palla-goal confezionata da Quagliarella al 18', ma il feeling tra i due è palpabile.

Nella ripresa, quando le cose si complicano e il Napoli raddoppia, è il solito Quagliarella a non cedere, ad incitare i compagni, a mostrare grinta e rabbia agonistica. Ha fame di goal, il buon Quagliarella, ma ha ancor più fame di risultati positivi, di risposte dalla squadra. Dalla sconfitta del San Paolo cerchiamo di trarre gli spunti positivi (cambio di modulo, un paio di giocatori sui quali si può lavorare, atteggiamento non rinunciatario rispetto alla gara con il Sassuolo), ma soprattutto prendiamo esempio dal capitano. Il primo a crederci, l'ultimo a mollare.