SAMPDORIA MVP, Eder con l'intero suo repertorio
Premiare Gabbiadini come migliore uomo in campo, parlare del suo eurogoal sarebbe fin troppo semplice. Applausi a scena aperta per un goal di grandissima fattura, dall’elevatissimo livello di difficoltà, ma vorrei concentrare l’attenzione sulla fondamentale prova offerta da Eder nell’intero arco della partita.
E pensare che dalle prime battute non sembrava proprio essere la sua giornata; qualche protesta con il direttore di gara per presunti interventi fallosi subiti non fischiati, l’ammonizione alla seconda occasione, il Catania arroccato nelle retrovie, l’obbligo di portare a casa 3 punti fondamentali per la corsa salvezza. Dopo il cartellino giallo ricevuto però il brasiliano ha lasciato perdere le ragioni su quanto avvenuto poco prima e ha pensato esclusivamente a fare la differenza in campo.
Al 25’ inizia la sua partita con un tunnel a centrocampo, seguito da una fuga inarrestabile sulla corsia sinistra, salta due uomini come birilli su fondo, ma il suo traversone è facile preda di Frison. Un’azione ripetuta in altre occasioni nei minuti successivi, dimostrando grande tecnica, personalità da vendere e altruismo, andando sempre alla ricerca del compagno più smarcato nel cuore dell’area.
Stesso supporto fondamentale offerto nel corso della ripresa. Assolutamente incontenibile per i difensori avversari, chiamati all’arduo compito di bloccare sul nascere le iniziative del brasiliano, capace prima di sbloccare la gara, poi di costringere l’intera retroguardia rossoazzurra agli straordinari, regalando più volte ai compagni autentiche occasioni da goal.
Goal, conclusioni, dribbling, potenziali assist, tunnel, fughe… tutto quanto in aggiunta al consueto lavoro di sacrificio in fase di non possesso, con recuperi sulla linea dei centrocampisti e un pressing a tutto campo. Contro la Lazio si era sentita la sua mancanza, oggi si è compreso nuovamente il motivo.
