SAMPDORIA GONFIA LA RETE – Giocare a mente libera

Rubrica d'approfondimento sull'attacco blucerchiato
01.05.2021 17:03 di Serena Timossi Twitter:    Vedi letture
SAMPDORIA GONFIA LA RETE – Giocare a mente libera
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© foto di Daniele Buffa/Image Sport

Lontana da un finale di campionato al cardiopalma, raggiunta e superata la quota 40 spartiacque, la Samp può finalmente giocare a mente libera da condizionamenti di classifica e senza badare ai risultati delle dirette concorrenti. In passato, centrare l'obiettivo si è spesso tradotto in una vacanza anticipata perché, inconsciamente, a livello psicologico può subentrare una tranquillità che soffoca l'agonismo, a favore delle compagini ancora in lotta. Nelle ultime sortite, al contrario, i blucerchiati non si sono seduti sugli allori, ma hanno affrontato i match con impegno, portando a casa un bottino di sei punti nelle ultime tre gare, che fotograferemo dal punto di vista dell'attacco nella rubrica di oggi.

Verona, Crotone, Sassuolo, un trittico di partite che nascondeva più di un'insidia: un Hellas autore di un campionato al di sopra delle aspettative, un Crotone comunque coriaceo nonostante il posto di fanalino di coda e la rivelazione Sassuolo, confermatosi primo tra le squadre che guidano la classifica subito alle spalle delle “big”. Nel match casalingo con il Verona, Ranieri ha scelto di puntare a sorpresa sulla coppia La Gumina-Verre. Un tandem offensivo che non ha impensierito la difesa avversaria; l'attaccante, nonostante l'impegno, è rimasto isolato, la squadra incapace di costruire per un tempo e il feeling nel reparto avanzato ha lasciato a desiderare. Nella ripresa, mischiate le carte, l'ingresso di Keita e Gabbiadini è stato la chiave di volta: con Quagliarella a riposo per via degli impegni ravvicinati, ci hanno pensato loro a ribaltare la gara, regalando tre punti pesanti come macigni. Keita è entrato con il piglio giusto e fame di goal, la rete non è arrivata, ma ha propiziato il pari di Jankto e si è procurato il rigore trasformato da Gabbiadini per il momentaneo 2-1. Ottimi segnali dopo un campionato in chiaroscuro, in cui non ha espresso il pieno potenziale.

A Crotone la Samp non è stata spettacolare, ma ha amministrato il vantaggio firmato Quagliarella con una prestazione da “squadra operaia”: compatta, con gli attaccanti trasformatisi all'occorrenza in difensori aggiuntivi in un'ottica di collaborazione tra reparti. Impossibile non spendere alcune parole per il capitano, che ha confermato lo stato di forma eccellente ripiegando con costanza e aggredendo gli spazi. La coppia formata con Gabbiadini è la meglio assortita: dalla caparbietà di quest'ultimo, che ha rubato palla mettendo in mezzo una parabola interessante, è nata una rete da rapace di area di rigore, fiondatosi al volo sul pallone per insaccarlo in spaccata. Gabbiadini e Quagliarella si sono confermate due costanti: classe e sacrificio al servizio della squadra.

Infine, veniamo alla sconfitta con il Sassuolo: si parte con la coppia Keita-Gabbiadini, che ha dimostrato nelle precedenti uscite di funzionare bene, con margini di ulteriore miglioramento. Se nel primo tempo l'impostazione è di rottura del gioco avversario, piuttosto che costruzione, nella ripresa i cambi qualitativi dei neroverdi spostano gli equilibri: i padroni di casa spingono, la Samp fatica a costruire. Gabbiadini resta avulso dalle fasi di gioco, i suoi sono sporadici lampi in una gara opaca. Poco oltre il 60', lascia il posto a La Gumina, molto più propositivo rispetto al tempo disputato con il Verona. Keita ha voglia e si vede, fa a sportellate con gli avversari e lotta, ma manca di precisione al momento della conclusione. La Gumina non lesina impegno nell'assalto finale, provando la girata (murata) e lavorando di sponda per servire Balde, anche se non servirà a riagguantare il risultato.

Il calendario prosegue con una gara proibitiva, ma di fronte alla Roma ciò che vorremmo vedere è una Samp capace di giocare con volitività nonostante non si stia di fatto giocando nulla. Una squadra che lotti e provi a spingere senza timori, non limitandosi ad attendere passivamente l'avversario, ma provando a pungere in contropiede. Per il gruppo, per i singoli alla ricerca di soddisfazioni personali e soprattutto per i tifosi, che da inizio pandemia non possono dare il proprio supporto fisicamente, ma hanno gioito e sofferto a distanza, perché su quegli spalti hanno lasciato il cuore.