Sampdoria, Ferri: “Aperto a un progetto coerente. Occasioni migliori in Francia”
Jordan Ferri si é espresso ai microfoni di footmercato.net, spiegando la sua situazione a Genova e parlando del suo futuro calcistico:
Jordan Ferri: Avevo bisogno di voltare pagina. Non avevo mai giocato all’estero, tutta la mia carriera si era svolta in Francia. Volevo vivere un'esperienza fuori dai confini nazionali e si è presentata l’opportunità della Sampdoria. Sia con il Montpellier che con la Samp abbiamo trovato un accordo piuttosto rapidamente. Il progetto che mi era stato proposto mi sembrava coerente in quel momento del mercato, quando si sapeva che il Montpellier voleva liberarsi degli ingaggi più pesanti dopo la dolorosa retrocessione in Ligue 2.
FM: Il suo anno a Genova non è stato semplice e non è andato come si aspettava, dato che ha collezionato solo 6 presenze. Questo solleva inevitabilmente delle domande. Come se lo spiega?
J.F.: Al mio arrivo a Genova ho giocato la partita di Coppa Italia (contro la Spezia, sconfitta 5-3 ai rigori, ndr) e due gare di campionato (contro Modena e Südtirol). Purtroppo per noi i risultati non sono arrivati. Ho fatto due o tre ingressi a gara in corso, poi il mio tempo da gioco si è ridotto. A volte non venivo nemmeno convocato. Non ho mai avuto reali spiegazioni da parte della Sampdoria. L'unica cosa che posso dire è che questa mancanza di minutaggio non è dovuta a problemi fisici: mi sono allenato tutto l'anno senza alcun guaio fisico. Si è trattato semplicemente di una decisione interna di escludermi dal gruppo squadra per le partite, presa da parte della società e dello staff tecnico. È stata una stagione difficile e complicata a livello mentale, ma parto dal presupposto che si impara a qualsiasi età, quindi mi servirà anche per il finale di carriera, che affronterò in modo diverso. Oggi ho tanta voglia di trovare un nuovo progetto in cui potermi esprimere al meglio.
FM: Ne ha accennato prima: è aperto a una cessione quest'estate. Ci sono già stati contatti o trattative con altri club?
J.F.: Sì, certamente. Ci sono stati alcuni contatti e sondaggi d'informazione. Ho anche avuto un colloquio con la Sampdoria a inizio raduno. Sono una persona schietta e ho detto loro chiaramente le cose, vista la stagione passata. Gli ho fatto presente che avrei cercato un nuovo progetto, ma che avrei comunque rispettato il mio impegno con loro, considerando che mi resta un anno di contratto. Sappiamo che noi giocatori, quando ci troviamo in questa situazione contrattuale, possiamo essere portati a cercare una nuova sistemazione, ma bisogna sempre rispettare il contratto che ci lega al club. Ci sto lavorando sopra in questo momento, continuando ad allenarmi quotidianamente per fari trovare pronto per un eventuale nuovo progetto. Ovviamente apro la porta a un ritorno in Francia, perché è lì che ho reso al massimo. Conosco anche le difficoltà finanziarie del calcio francese in questo momento: sta a noi giocatori adeguarci a questo nuovo mercato in Francia.
FM: Che tipo di progetto potrebbe tentarla? La Ligue 1 o magari anche la Ligue 2 potrebbero interessarle?
J.F.: Certamente. Sono aperto a un progetto coerente in cui la mia esperienza possa essere utile. Come dicevo prima, vengo da una preparazione estiva in cui ho svolto la totalità degli allenamenti e giocato nelle amichevoli. Anche questo è un aspetto interessante, perché mi ha permesso di ritrovare il ritmo e il gusto della partita. Quindi è chiaro che un progetto in Ligue 1 o Ligue 2 possa interessarmi. Voglio soprattutto avere l'opportunità di portare la mia esperienza e la mia voglia, che è rimasta intatta, anzi è aumentata dopo la stagione che ho appena vissuto. Quest'anno con pochissimo campo mi ha permesso di imparare tantissimo su me stesso e mi ha confermato che ho le capacità e il desiderio di aiutare un gruppo e una società. Voglio ancora esprimermi appieno sul campo.
FM: Anche se la parentesi alla Sampdoria non è stata ciò che si aspettava, sarebbe aperto a una nuova esperienza all'estero o ancora in Italia?
J.F.: Non chiudo la porta a nessuna opportunità, anche se sono consapevole che, arrivando da una stagione in cui non ho quasi mai giocato, le occasioni migliori siano in Francia, dove mi conoscono di più e dove ho potuto mostrare il mio valore. Prima di andare in Italia avevo giocato solo in Francia: è il calcio che conosco meglio e dove ho fatto le mie migliori prestazioni. Non precludo nulla, ma è vero che ho una preferenza per un ritorno in patria, dove conosco perfettamente il campionato.
FM: Cosa può dare a un club oggi?
J.F.: Posso portare la mia esperienza e soprattutto la mia voglia e la mia passione per il calcio, che restano intatte. Lungo tutto l'arco della mia carriera ho sempre saputo lottare per ritagliarmi il mio spazio. Negli ultimi anni ho saputo anche guidare i più giovani, in particolare a Montpellier, dove ho avuto la possibilità di trasmettere il mestiere ai ragazzi. Il calcio francese attinge spesso a giocatori sempre più giovani: avere la capacità di giocare e contemporaneamente trasmettere tutto ciò che ho imparato nel corso della carriera è un punto di forza che ho sviluppato. Si sono visti tutti i miei valori e la mia capacità di aiutare una squadra a rendere al massimo. Mi rendo conto ogni giorno di avere ancora le qualità per giocare ad alti livelli, aspetto solo la migliore opportunità per poterlo dimostrare.
FM: Come ha ricordato lei stesso, molti club francesi hanno risorse limitate sul mercato. Il suo profilo e la sua situazione attuale la rendono un'ottima occasione per le società che cercano un rinforzo a costi contenuti e col vantaggio di conoscere già bene il campionato francese.
J.F.: Seguo la situazione sui giornali e so anche un po' dall'interno che i club francesi sono in grandi difficoltà finanziarie. Sta a noi giocatori adeguarci al mercato e avere pretese salariali in linea con il momento, affinché il calcio francese possa continuare a vivere. Per quanto mi riguarda, mi resta un anno di contratto, quindi ci sono tante formule possibili per strutturare un nuovo accordo.
