SAMPDORIA ALE’ CAMMINEREMO CON TE – La chiave, due trequartisti per un pressing alto più efficace
Dopo Udine serviva una scossa, sia nell'atteggiamento sia nella classifica. Contro Juventus e Venezia si sono potute apprezzare entrambe.
Affrontare la Juventus non è mai facile e soprattutto non lo è quando la classifica piange e servono punti quasi ad ogni costo. Inoltre, il fatto che la squadra di quest'anno non sia il carro armato di qualche stagione fa, può trarre in inganno il tifoso, alzandone le aspettative, facendogli sembrare l'impresa di strappare un punto non impossibile. Ma se è vero che non è impossibile, resta comunque estremamente difficile. Per questi motivi credo che la prestazione contro i bianconeri sia da salvare, nonostante il primo tempo chiuso sotto di due gol con zero tiri in porta degli avversari. Ho apprezzato la voglia di lottare, la voglia di crederci, la voglia di rientrare in partita, il non mollare.
A centrocampo Giampaolo ha tenuto a riposo Ekdal, reduce da qualche problema fisico in settimana, optando per un mediano muscolare come Rincon, supportato da Thorsby e Candreva. Sensi ha agito da trequartista a supporto delle due punte, Caputo e Quagliarella. Dei quattro centrocampisti, quelli meno positivi sono stati i due uomini più attesi, ossia Sensi e Candreva. Il primo, seguito praticamente a uomo da Arthur, ha trovato un unico spunto nel primo tempo, con un tiro parato da Szczesny. Per il resto si è abbassato spesso alla ricerca del pallone senza però mai riuscire ad incidere veramente sul match. Candreva invece, al di là del rigore sbagliato più per meriti del portiere polacco che demeriti suoi, nel primo tempo ha faticato a trovare la posizione in campo risultando abbastanza evanescente. Nella seconda frazione ha fatto meglio, seppur senza riuscire a distinguersi come ci si aspetta da lui.
Più positivi sono stati invece Rincon e Thorsby, probabilmente anche per il tipo di partita piuttosto muscolare. Il venezuelano ha lottato su ogni pallone e non ha smesso un secondo di dare indicazioni ai compagni. Serviva carattere e lui ne ha messo in abbondanza. Morten, come al solito, è andato a saltare su ogni rilancio, si è fatto sentire nelle due aree e ha aiutato Augello a contenere Cuadrado. Da notare che il primo gol bianconero, praticamente l'unica azione degna di nota della Juventus nel primo tempo, nasce da una rapidissima transizione che con un lancio dalla linea di fondo ha scavalcato l'intera mediana blucerchiata, sbilanciata nella trequarti offensiva, e in quattro tocchi ha servito Cuadrado, il quale ha potuto attaccare Augello in campo aperto. Il gol è stato quindi frutto in primis di un pressing alto poco convinto e in secondo luogo di un anticipo mancato a centrocampo.
Questo aspetto è a mio avviso estremamente interessante perché la partita di Venezia è stata vinta proprio con il pressing alto e gli anticipi. In Laguna Giampaolo ha presentato un centrocampo con Ekdal mediano, Candreva e Thorsby mezz'aali, Sensi e Sabiri trequartisti a supporto del solo Caputo. In realtà, in fase di possesso Sabiri ha giocato quasi da seconda punta ed è stato pure il giocatore designato a portare il primo pressing alto. Sempre in queste due fasi Candreva e Thorsby si sono schierati sulla stessa linea di Sensi, con Ekdal perno basso a protezione della difesa o pronto a recuperare il pallone e riciclarlo. Nel momento in cui il Venezia riusciva a saltare il primo pressing, Candreva e Thorsby rinculavano sulla linea dello svedese. Proprio il ruolo dell'ex Ascoli, già estremamente positivo nello spezzone contro la Juve con tanto di prima rete in serie A e la sua interpretazione dello stesso sono risultati decisivi per entrambe le reti segnate da Caputo. Oltre a gol e assist, le sue prestazioni sono state positive anche per la disponibilità al lavoro sporco e per la voglia messa al servizio della squadra.
A Venezia un'altra prestazione importante è stata quella di Ekdal. Se sta bene, queste partite lui non le sbaglia. Come scritto più volte, è l'uomo dell'equilibrio, ha la testa e il carattere per gestire partite delicate. L'unica che da questo punto di vista forse ha sbagliato è quella di Spezia, ma anche lui è umano. Segnali incoraggianti si sono visti pure da Candreva. La presenza in campo di un giocatore come Sabiri gli ha probabilmente alleggerito i compiti di contenimento e si è rivisto più spesso sul fondo, con anche buone sovrapposizioni di Bereszinski. Thorsby pure ha fatto bene, aiutando spesso Murru a disinnescare Aramu e Nani, che cercavano spesso campo sulla sinistra blucerchiata. Sensi è apparso in crescita, con tanta voglia di prendersi la responsabilità di giocare la palla a tutto campo. Ancora non è sembrato sui livelli della partita con il Sassuolo che tutti abbiamo negli occhi, ma è apparso più in palla che ad Udine e contro la Juventus.
L'aver vinto una partita assolutamente da vincere ha sicuramente tolto pressione dalle spalle della squadra e alleggerito la tensione dell'intero ambiente. Il pallone scotterà meno, serve però continuare a giocare partite attente come a Venezia. La parola d'ordine è concentrazione. Con un briciolo in più di serenità, ma è fondamentale non abbassare la guardia!
