SAMPDORIA ALE’ CAMMINEREMO CON TE – Ekdal in affanno dopo lo stop, servono i migliori Candreva e Sensi

SAMPDORIA ALE’ CAMMINEREMO CON TE – Ekdal in affanno dopo lo stop, servono i migliori Candreva e SensiTUTTOmercatoWEB.com
© foto di DANIELE MASCOLO
venerdì 11 marzo 2022, 10:39News Doria
di Corrado Camera
La rubrica di approfondimento dedicata al centrocampo della Sampdoria, reduce dalle sconfitte esterne contro Atalanta e Udinese.

La Sampdoria da trasferta proprio non gira. Nei tre anni del Giampaolo si era notato un netto contrasto tra l’efficacia della squadra nelle partite giocate al Ferraris e la sua sterilità in quelle in trasferta, ma a differenza di quelle stagioni ora la posta in gioco è la sopravvivenza. Qualcosa in più è doveroso farlo e vederlo.

I punti in casa contro l’Empoli sono arrivati come contro il Sassuolo. Inizio di partita equilibrato e giocato a viso aperto, dopo venti minuti la squadra è andata in vantaggio e ha raddoppiato prima della fine del primo tempo. Nel secondo tempo, senza dilagare, la Sampdoria ha tenuto bene il campo e non ha subito reti, anche grazie ad un ottimo Falcone. Rispetto alle terribili trasferte di Bergamo e Udine, l’andare in vantaggio ha fatto un’enorme differenza. Recuperare, tirarsi fuori da situazioni sfavorevoli, sembra essere un peso enorme per la Sampdoria, sia tattico sia emotivo. Le cose si devono mettere bene e allora ci si fa portare dall’onda. Le cose si mettono male, risalire la corrente è un’impresa titanica.

Tatticamente, per come la Sampdoria gioca cercando in prevalenza la verticalità nella zona centrale del campo, questo succede per svariati motivi. Quando in vantaggio, con un avversario che si sbilancia, è più facile trovare la profondità anche grazie alla predilezione per questo tipo di gioco di Sensi e Caputo. Se in svantaggio, far girare palla dalla difesa sperando di allungare gli avversari e trovare così un varco, porta invece spesso a qualche errore, in parte anche perché dal punto fisico la squadra non sembra molto lucida. Quando manca brillantezza, cosa che durante una stagione può capitare, la differenza allora la deve fare l’atteggiamento e quello visto contro Atalanta e Udinese è assolutamente da dimenticare.

Parlando di poca forma fisica, nelle ultime uscite sono evidenti gli errori di Ekdal, giocatore solitamente piuttosto efficace nel ripulire il pallone seppur non essendo un vero regista. Da quando è rientrato dai piccoli acciacchi patiti dopo la sosta è sempre sembrato un po’ in affanno. Testimonianza ne sono i cartellini rimediati in quattro delle ultime cinque partite giocate (unica eccezione la gara di San Siro) e la miriade di palloni persi nella propria trequarti.

Se la squadra non gira non è certo solo per demeriti del centrocampista svedese. Anche Candreva, spesso decisivo nel girone di andata, ha perso brillantezza e lucidità, risultando spesso nervoso e sbagliando palle non da lui (vedi Udinese). Può essere che il nuovo modo di giocare non lo valorizzi al massimo ma il ruolo lo ha già coperto in carriera e certi errori trascendono i moduli. Antonio è un giocatore imprescindibile per la Sampdoria e va trovato il modo di farlo tornare trascinatore. Deve crederci in prima persona.

Thorsby, definito più volte da me nel corso della stagione come inesauribile, sta anche lui iniziando a perdere qualche contrasto e ad avere problemi a far valere la sua fisicità in ogni angolo del campo e in ogni momento della partita. Il calo è fisiologico, può essere che il turno di riposo forzato gli faccia bene, ma al di là di questo, da adesso in poi, in una situazione dannatamente complicata, dove non arrivano le gambe ci deve arrivare la testa.

Sensi è arrivato a Genova a fine gennaio come il giocatore che poteva e voleva cambiare la squadra, inseguendo il proprio rilancio personale. Le qualità sono da centrocampista di livello superiore, ce lo ha fatto vedere contro il Sassuolo, partita in cui ha mostrato anche grinta e voglia di rivalsa. Nelle partite successive qualche problemino anche per lui ma pure un atteggiamento lontano rispetto alla prima apparizione.

Potremmo andare ad analizzare anche le prestazioni di chi ha giocato meno, come Rincon, Sabiri e Vieira, tutte contraddistinte da alti e bassi nelle ultime tre uscite. Il punto però non è questo e non vuole essere questo; se prendiamo i centrocampisti a disposizione di Giampaolo uno per uno, c’è qualità (anche se non a livello delle prime della classe), c’è fisicità, c’è esperienza. Serve quindi mettersi davanti allo specchio, guardarsi dentro e tirare fuori il proprio meglio. Se lo specchio mostra quello che spero, e se ho interpretato bene le sue parole post Udinese è quello che il mister si aspetta, vedremo orgoglio, vedremo potenza, vedremo dei muli ribelli che non si fanno mettere sotto da nessuno al mondo! Da nessuno al mondo! (cit.) A iniziare dalla Juventus! Io non sono pronto ad arrendermi, io mi voglio salvare!