Sagramola: "Chi viene allo stadio non riceve l’educazione da noi, dunque la colpa non è nostra"
Grande risonanza mediatica sta avendo in questi giorni la questione degli stadi chiusi in Italia, per via dei cori di discriminazione razziale e territoriale. La prima società ad essere stata punita con la chiusura totale dello stadio, è stato il Milan. Quest'ultimo ha già presentato ricorso per bocca del suo Amministratore Delegato Adriano Galliani, chiedendo che la normativa sulla discriminazione territoriale venga eliminata o quanto meno modificata.
L'edizione odierna de La Gazzetta dello Sport dedica un'intera pagina alle dichiarazioni dei dirigenti delle società di medio-alta e medio-bassa classifica raccogliendo diverse testimonianze.
Tra queste anche quella di Rinaldo Sagramola, Amministratore Delegato della Sampdoria, che alla rosea afferma: "Totale favore a cambiare. Chi viene allo stadio non riceve l’educazione da noi, dunque la colpa non è nostra. Se in banca un tipo si arrabbia con una persona di colore, chiudono la filiale?".
Tra i cambiamenti auspicati c'è la normativa UEFA che stabilisce che una società deve rispondere per responsabilità oggettiva dei cori dei propri tifosi.
