Pittore Martinengo: "Dipinto su R. Garrone premonitore. Flachi ha sempre affascinato il mio pennello"

Pittore Martinengo: "Dipinto su R. Garrone premonitore. Flachi ha sempre affascinato il mio pennello"TUTTOmercatoWEB.com
© foto di Stefano Orengo
sabato 28 dicembre 2013, 10:41News Doria
di Diego Anelli

Claudio Martinengo, pittore genovese di "mite fede blucerchiata", ha raccontato, in un'intervista rilasciata al quotidiano Il Corriere Mercantile, i suoi dipinti dedicati alla Sampdoria, in primis quello dedicato al Presidente Riccardo Garrone allo stadio con in braccio un bimbo di fede doriana:

Martinengo, perchè è così importante questo suo dipinto? "E' stato premonitore".

In che senso? "Tutto nasce diversi anni fa quando ero ospite della famiglia Garrone a Grondona. Nel 2002 dipinsi Riccardo Garrone, avvolto nel suo classico loden verde, in tribuna d'onore in mezzo a tanti bambini con magliette e capelli blucerchiati. In quel periodo Riccardo non era ancora presidente, ma lo divenne da lì a poco".

Passando alle sue opere, invece, una caratteristica dei suoi personaggi è l'espressività: sorridono molto raramente. Perchè? "Io non ho mai creduto nel soggetto vincente, anzi. Sono un amante dei perdenti perchè sono gli unici in grado di imparare dalle sconfitte e dagli errori. Colui che vince è presuntuoso, borioso".

Questo vale anche per il Doria? "Sì, certo; la mia squadra non è mai atletica o dinamica. La Sampdoria è goffa, perdente, ma pulita e divertente. Gioca semplicemente a calcio, ma gioca nel senso più letterale del termine".

E' per questo motivo che dipinto un'azione di gioco contro il Lecce? "Esatto, è proprio così. Quell'anno un calciatore salentino ci spedì in serie B e in quell'occasione noi fummo perdenti all'ennesima potenza. Non potei esimermi; quel momento così sportivamente tragico fu meravigliosamente d'insegnamento per il futuro".

Dopo Garrone quale altro blucerchiato l'ha ispirata? "In assoluto Francesco Flachi. E' caduto e si è rialzato; in più il suo volto, le sue smorfie e le sue espressioni hanno sempre affascinato il mio pennello".