Pazzo di gioia
La carriera di un calciatore è fatta di momenti: alcuni positivi, altri negativi. Poi, ci sono quelli indimenticabili. Giampaolo Pazzini in tre mesi di Samp ha ritrovato il campo, i gol e inevitabilmente, l'azzurro.
Domenica scorsa, dopo aver bucato anche Sereni inventandosi un gol meraviglioso, è arrivata una convocazione che con i forfait di Toni e Gilardino era quasi scontata. Nulla da fare per Cassano che, nei giorni successivi a Bogliasco, si è mostrato sereno e in uno stato di forma esaltante. Peggio per Lippi. A tener compagnia all' ex viola è andato un altro pilastro del Doria: Angelo Palombo. Uno che non molla mai, uno che si è conquistato la nazionale lavorando duramente e maturando negli ultimi anni tecnicamente e tatticamente in maniera impressionante. Lui, titolare, si è messo a disposizione del gruppo disputando una prova di grande cuore macchiata da un retropassaggio kamikaze costato un giallo a Cannavaro. Avrà tempo e modo di rifarsi.
Il bomber blucerchiato, il match l'ha visto iniziare dalla panchina, consapevole di entrare quando ce ne sarebbe stato bisogno. Il suo momento arriva a metà secondo tempo: l'emozione sarà forte e in fondo, non ci si aspetta granchè da lui negli ultimi 30 minuti. Giusto qualche pallone da tenere su per far rifiatare la squadra, qualche sponda, niente di eccezionale. Dimenticatevi tutto...
Pazzini entra con il numero 18 sulle spalle, ogni riferimento a persone o cose è puramente casuale, e si procura immediatamente una bella occasione per segnare. Il portiere c'è. Qualche minuto dopo però, Pepe gli offre un gran pallone dalla destra...è una chance troppo ghiotta per non essere sfruttata e allora, di testa, infila l'estremo difensore montenegrino. Niente dita davanti agli occhi, è una gioia troppo grande per un'esultanza così relativamente composta. Braccia al cielo, un urlo liberatorio. E' il suo momento, su questo non c'è dubbio.
"E' un periodo bellissimo..." ha affermato a fine partita. E allora vai, Giampaolo, non fermarti più!
