Palombo: "Sentire il coro al mio ritorno con la Lazio è stata un'emozione bellissima"
Il periodo positivo per Palombo però arriva con l'approdo di Delio Rossi sulla panchina doriana. Ecco quanto dichiarato dal numero 17 ai microfoni del sito ufficiale sampdoria.it: "Delio Rossi è stato subito chiaro. Prima di parlare con lui avevo un po' di ansia, un po' di agitazione. Pensavo: se questo mi dice che sono di troppo? Poi, per fortuna non è andata così e da lì è finita la sofferenza, sportiva, sia chiaro: nella vita c'è che soffre di cose ben peggiori. Mi sono liberato come di un penso da dentro lo stomaco".
"Mi ha chiesto cosa volessi fare e mi ha assicurato che non esisteva nessuna preclusione nei miei confronti: se meriti giochi, se non meriti non giochi. Lo ringrazio, è un'ottima persona e non credo che mi regali niente. È stato leale, trasparente e non mi ha nascosto niente".
Poi sul cambio di ruolo: "Mentalmente sono un centrocampista e penso di esserlo ancora. Il mio ruolo è quello e il mister lo sa. Ora c'è bisogno in difesa e mi adatto a fare il difensore, anche perché tornare a giocare è già stato un bel sogno realizzato. A tre o a quattro è indifferente, forse si riesce a leggere meglio le giocate a tre, ma cambia poco: dietro si lavora comunque di più sotto l'aspetto dell'attenzione. Fisicamente poi faccio meno fatica e questo forse è stato un bene per recuperare il ritmo-partita. Da un lato fare più ruoli è positivo, è una soluzione in più che posso giocare a mio favore, ma, ripeto: sto bene e a centrocampo potrei correre come facevo prima".
Rivincita contro qualcuno? "La rivincita l'ho presa con me stesso. Umanamente mi dispiace per chi è andato via: so come ci si sente a essere esclusi. Rivincite non ne voglio: voglio fare il bene mio e soprattutto quello della Samp, come ho sempre cercato di fare".
Sul rapporto con la gente Angelo ammette: "Per strada non c'è mai stato qualcuno che mi abbia detto qualcosa in negativo. Non so se facessero finta o meno, ma "vattene" non me l'ha mai detto nessuno. Le critiche e le malignità, siamo essere umani, è normale che ti facciano rimanere male, soprattutto nei confronti di chi, come me, si è sempre comportato con rispetto. Di sicuro, ho capito che la gente non si era dimenticata di me: sentire il coro al mio ritorno con la Lazio è stata un'emozione bellissima".
