Okaka: "Devo dire grazie a Mihajlovic, al direttore Osti e al mio procuratore"

Okaka: "Devo dire grazie a Mihajlovic, al direttore Osti e al mio procuratore"TUTTOmercatoWEB.com
© foto di Federico De Luca
giovedì 13 febbraio 2014, 13:58News Doria
di Lorenzo Montaldo

Domenica la Samp farà visita alla Roma: in vista della sfida tra giallorossi e Doria La Gazzetta Dello Sport ha intervistato Stefano Okaka,  che ha parlato del suo passato tra la Capitale e Parma, e del suo presente a tinte blucerchiate:

Lei, ex baby talento giallorosso, oggi con un grande avvenire dietro le spalle: 24 anni, ma un passato da veterano: 8 squadre e 11 cambi di maglia. Domenica torna a casa sua, l’Olimpico. Probabilmente da titolare (Maxi è ancora ai box).
"Soprattutto penso che la mia Samp affronterà la Roma, una squadra che mi fa tornare in mente solo ricordi belli. Ero giovane, al mio arrivo presero tutta la mia famiglia a Trigoria (papà e mamma vennero assunti lì, ndr.), gliene sarò grato per tutta la vita".

Crescere in fretta le ha dato vantaggi e svantaggi.
"Ho dovuto superare tanti ostacoli e critiche. Da giovane sei più debole, ma se hai intelligenza cerchi di sfruttare certe situazioni negative per formarti caratterialmente. Se non riesci a esprimerti subito su alti livelli, devi andare in prestito, e cambiare continuamente ambiente non è semplice, bisogna ricominciare da zero".



Una stagione balorda, quest’anno, per lei. Poi capita un giorno di incontrare l’allenatore che crede in te e in un attimo è la svolta.
"Devo dire grazie a Mihajlovic, al direttore (Osti, n.d.r.) e al mio procuratore Cattoli. “Stai dentro con la testa”, ecco le parole del mister, che mi ha chiesto solo di essere concentrato a livello mentale, e così ho cercato di fare".

Con il Cagliari, 4 giorni fa, debutto (felice) con la Samp. L’ideale per lasciarsi alle spalle l’avventura in Emilia.
"A Parma consideravano di più i ragazzi della Primavera di me, e già dal primo giorno ero stato messo inspiegabilmente fuori dal gruppo".

Un’esperienza negativa nonostante i tentativi di uno dei suoi grandi amici nel calcio, Cassano, altro cuore Samp.
"Conoscevo Antonio già prima di Parma, sin dal primo momento ha combattuto per me affinché mi riammettessero in gruppo. Persone come lui sono rare in questo ambiente, ma esistono: gli devo dire un grazie grande così".