Non chiedetemi perchè...l'amore non si spiega!!!

Non chiedetemi perchè...l'amore non si spiega!!!
giovedì 13 novembre 2008, 23:30News Doria
di Alberto Teti
Ciao a tutti...sono Alberto Teti e volevo raccontarvi del mio amore a tinte blucerchiate!
Perché sei sampdoriano? Quante volte me la sono sentita ripetere questa domandina…velata spesso di quello stupido sarcasmo, come per dire. perché hai fatto questa scelta “sfigata”. Già perché? Cosa strana, visto che quando ho fatto questa scelta vivevo a Lanciano, che non si trova certamente sopra le alture di Genova, ma in Abruzzo molto ma molto distante dalla “Superba”.
 
E allora perché? La risposta è semplice, forse banale ma è andata così…mi sono innamorato della maglia, unica ed inimitabile, con quei quattro colori posizionati in modo così “diverso” dal solito, dalla consuetudine di quelle strisce verticali, duplici (sic!) o multiple che vanno così tanto di moda nell’Italia calcistica. Beh…sono sincero, non fu solo una questione d’abbinamenti cromatici a farmi perdere la testa, o la loro fantastica disposizione, ma quel nome; dai ragazzi SAMPDORIA, un suono fantastico, qualcosa d’incredibile all’orecchio di un undicenne alle prime armi (calcisticamente parlando), una melodia che dagli albori ha scandito quattordici anni della mia vita con tale intensità che non c’è giorno in cui non la pronunci, canticchiando qualche coro della sud (la botta finale di questo mio folle amore) o parlandone in giro, con amici o chiunque altro mi capiti, cercando sempre di difenderla da chi la vede alla stregua di un folkloristico esempio delle stranezze dell’italico pallone.
 
No amici miei, l’Unione Calcio Sampdoria 1946 non è questo, soprattutto per chi (come me) non la vive “a casa” in quel di Genova, ma lontano, e per anni ha pensato di essere l’unico blucerchiato presente nella propria città, deriso per una scelta controcorrente, uno stile di vita diverso, consapevole di non aver donato il proprio cuore ad uno “squadrone” di quelli che a furia di voler vincere a tutti i costi hanno raschiato il fondo del barile pur di raggiungere l’obbiettivo (ed aver messo il nostro gioco preferito su una mina sempre pronto ad esplodere!) ma ad un club, che pur se avaro di gioie da regalarmi in serie (Coppe, Campionati…e chi più ne a più ne metta…), la più grande, la più bella, me la già donata…la libertà d’amare senza costrizioni di risultati o di vecchie glorie passate…undici splendide magliette blucerchiate che ovunque vanno portano dentro di loro l’amore di tanti “ragazzi” pazzi di lei…per quello che è…senza costrizioni, senza perché…