Nassi racconta i retroscena su Redondo, Van Basten e Robson
Presente al Memorial Mantovani anche Claudio Nassi, primo direttore sportivo della Sampdoria di Mantovani. Oltre alle celebrazioni del ventennio dalla scomparsa, ieri è stata anche l'occasione per svelare alcuni retroscena di mercato della gestione Paolo Mantovani. Intervistato dalla Gazzetta del Lunedì, Nassi racconta quali siano stati i suoi più grandi rimpianti: Marco Van Basten, Fernando Redondo e Bryan Robson. "Fu proprio il presidente a fermarmi. Con Redondo era tutto pronto. Era già stato fatto il biglietto d'aereo con imbarco da Buenos Aires. La mattina, il presidente, appena si svegliò mi telefonò per dirmi che aveva già avvertito il procuratore del giocatore che aveva cambiato idea. Io chiesi il motivo. Mi rispose che era troppo lento".
Stesso esito della trattativa per portare in blucerchiato anche Van Basten: "Anche in questo caso, dopo una notte di sonno, cambiò idea dicendomi che aveva altre convinzioni per la testa". Per Robson ci si fermò molto prima: "Paolo Mantovani mi fermò subito dicendomi che non avrebbe mai dato una cifra simile al Manchester United".
Infine, anche tra gli allenatori ci fu la possibilità che Nils Liedholm potesse approdare sotto la Lanterna: "Quando contattai Nils Liedhom non stava più nella pelle dalla gioia. Il presidente aveva già sotto scritto il contratto e aveva informato l'allenatore svedese che tutto si sarebbe concluso per il meglio. La mattina seguente, invece, alzò la cornetta e chiamò Liedholm per rescindere tutto, spiegando che il consiglio di amministrazione della Samp lo aveva messo in minoranza e il contratto stipulato non era più valido".
