Mazzarri: "Ci servono cattiveria e attenzione"
Domenica sulla panchina della Sampdoria a Torino lui non potrà sedersi, Walter Mazzarri è stato squalificato in seguito agli episodi di Sampdoria-Roma, e ciò lo ha infastidito molto:
"E sono arrabbiato. Tanto, tantissimo. Perché non c'è stata la possibilità di fare ricorso, non ho potuto esporre le mie ragioni e chiarire l'equivoco che si è creato. Morale, sono stato danneggiato. Visti gli equilibri sottili di una partita, la presenza di un allenatore potrebbe essere importante. Sì, questa squalifica mi brucia molto.
Non abbiamo avuto convinzione, cattiveria, a volte cinismo: tutte cose che servono. Penso a Verona, a Bologna: non che la squadra abbia giocato male, no, però abbiamo gettato al vento dei punti... E la differenza con l'anno scorso alla fine è proprio nelle vittorie fuori casa, che adesso non arrivano. Bisogna correggere i nostri errori e interpretare al meglio le partite che verranno, se vogliamo un cambio di tendenza"
Ci capita sempre, qualcosa del genere. Ogni partita spunta un motivo in più, ci siamo abituati... Guardate le ultime trasferte dell'anno: tutti campi difficili, partite che mi aspetto piene di tensione. Ma fa lo stesso, dobbiamo pensare solo a noi stessi, migliorare dove siamo stati carenti e non preoccuparci di chi avremo di fronte. Ricordate? Chiunque sia l'avversario, in campo bisogna andarci sempre con lo stesso atteggiamento: se facciamo le cose per bene, isolandoci da tutto, allora possiamo mettere in difficoltà qualunque squadra. Anche il Torino, chiaro: pur tenendo presente che la rosa non rispecchia la loro classifica, perché giocatori come Bianchi, Rosina, Stellone e tanti altri non sono cosa da poco".
Mazzarri ha poi proseguito nell'intervista, pubblicata da Sampdoria.it, parlando degli stimoli dei propri giocatori: "Quel che voglio io è una squadra che non si accontenta, che provi sempre ad arrivare più in alto possibile: siamo padroni del nostro destino, abbiamo tutto per levarci qualche altra soddisfazione. Non mi garba entrare nel merito, ma non vorrei che poi ci si marciasse su... E allora dico che sì, all'andata un errore dell'arbitro ci ha favorito e ha inciso sulla partita: una partita che, però, avremmo comunque meritato di vincere. Detto ciò, a fine partita si dice quel che si vuol dire e poi si archivia tutto. Sperando che la direzione successiva sia equa".
