Maxi Lopez: “Sognavo di lasciare il segno in una partita tanto importante. Ce l’ho fatta e, all’esordio, ho firmato il gol decisivo sotto la Sud: non potevo davvero chiedere di meglio”
Il match-winner del Derby della Lanterna n.108 Maxi Lopez, in una lunga intervista concessa a Samp Magazine, ha parlato dell’emozione per la rete decisiva messa a segno contro il Genoa, della scelta di tornare alla Samp e del suo rapporto con i tifosi blucerchiati. Ecco di seguito le sue parole:
“Vedere quella palla oltrepassare la linea bianca, mi ha fatto capire di voltare pagina e che il momento buio lo avevo ormai messo alle spalle. Le difficoltà fanno parte della vita ed anche le bastonate contro il muso: io, però, sono andato avanti con serenità, concentrandomi ancora di più sul mio lavoro. E sono stato premiato”.
A cosa hai pensato in quegli istanti di euforia mista a liberazione? “Non appena ho realizzato di aver segnato, il pensiero è corso subito ai miei tre figli. Valentino, Costantino e Benedicto rappresentano la mia forza e il mio sostegno. Il gol lo dedico a loro, sono la mia esistenza”.
Un pensierino va anche a Sinisa Mihajlovic? “Certamente. Il mister mi ha dato un’opportunità speciale: quella di tornare a fare il calciatore, cosa che a Catania, per un motivo o per l’altro, non potevo più fare. Nel momento in cui ci siamo parlati, guardandoci negli occhi, abbiamo subito sentito lo stesso feeling di quattro anni fa. E, insieme con la società, abbiamo fatto la scelta giusta”.
A mente fredda, cosa ti resta di lunedì sera? “Sognavo di lasciare il segno in una partita tanto importante. Ce l’ho fatta e, all’esordio, ho firmato il gol decisivo sotto la Sud: non potevo davvero chiedere di meglio. Ho vissuto una gioia immensa, una delle più grandi della mia carriera. Ora però non voglio fermarmi, voglio continuare a giocare per la squadra e a segnare ancora. Non appena mi rimetterò in sesto da questo piccolo infortunio al piede, non chiederò nulla: mi metterò a disposizione e, di sicuro, darò sempre il massimo per questa maglia”.
Un giramondo come te, in questi giorni, ha dichiarato più volte di essere tornato a casa. Perché? “Perché, anche se solo per pochi mesi, a Genova ho trovato un ambiente bellissimo, molto familiare, riscontrando un prestigio e uno stile che non tutti, in questo mondo, possono vantare. La gente e la città, la società e i compagni, tutto perfetto e a misura d’uomo. Non appena si è parlato del mio possibile ritorno alla Samp, numerosi miei compagni mi hanno scritto augurandosi di rivedermi presto: non sai che piacere mi abbia fatto. Stiamo parlando si un gruppo unico, formato da ragazzi d’oro; stiamo parlando di uno spogliatoio unito che mi ha raccolto come se non me ne fossi mai andato e che ha meritato di vincere il derby”.
Un gruppo che può arrivare dove? “Giochiamo bene, come probabilmente non accadeva da tempo. Sinceramente non so dove possiamo arrivare al termine della stagione, ma quel che più conta è guadagnare la matematica salvezza, ovvero i 40 punti, al più presto possibile. Poi si vedrà: sono convinto che, con questo tipo di modulo così offensivo e con questa mentalità vincente, ci si possa divertire sul serio”.
I tifosi lo meriterebbero…. “La gente blucerchiata non mi ha mai fatto mancare il proprio apporto e per questo mi sento di ringraziarli. Già nello scorso campionato, subito dopo il mio infortunio, i tifosi mi diedero sul piano affettivo, molto di più di quello che io, in realtà, ero riuscito a dare sul campo in quella decina di partite. Sono rimasto legato a loro e l’applauso di qualche mese fa, quando arrivai a Marassi da avversario, è stata una grande soddisfazione. In quella accoglienza ho avuto la dimostrazione di essrmi sempre comportato da professionista serio e di essere stato apprezzato. Vederli felici lunedì sera e in questi giorni, sentire il loro calore, per strada, a Bogliasco o su internet, mi ha dato un’emozione unica che porterò nel cuore. Per sempre”.
