"LEI VIAGGIA SPESSO PER L'EUROPA": Questo derby è ancora nostro...
Quante volte ho provato a spiegare che cosa sia il derby. Il nostro.
A Genova la mattina del derby ci sono solitamente otto-dieci gradi. L’aria è frizzantina e nessuno nei bar parla. Il giorno seguente, indipendentemente dal risultato, sarà di nuovo il solito covo di chiacchiere, ma quella mattina, no. E le persone si scrutano per trovare un dettaglio – un bracciale, un orecchino, un tatuaggio o un adesivo sul casco – così da poter dire “ belin, speriamo bene stasera” e pensare “per fortuna è dei nostri perché se era di quegli altri col cavolo che gli aprivo la porta”.
A Genova, al derby, ci vai con tutti gli amici genoani. Li lasci solo per novanta minuti e li insulti così tanto da dimenticarti di averne. Finita la partita, sono ancora i tuoi carissimi amici genoani, gli stessi che magari ti pagano una birra. In qualche modo arrivano le otto e quarantacinque e la luce del Ferraris sembra che catturi l’intera città. Sapete, come quando è Natale e c’è l’atmosfera natalizia, ecco, noi abbiamo l’atmosfera stracittadina. E ti accorgi subito dei suoi effetti perché per quanta polizia ci sia in giro ci sono altrettanti bambini che si scambiano figurine, sciarpe e qualche abbraccio. Non può mancare la coppia mista, lei sampdoriana e lui genoano o viceversa, quella coppia che ti fa venire in mente sempre lo stesso pensiero “ io? No, non potrei mai fidanzarmi con uno dell’altra sponda” e poi magari ti ci sposi.
Ma si siamo così, ma solo per un giorno. Quel giorno. Lo aspetti da talmente tanto tempo che anche cantare l’inno ad inizio partita è diverso: ti vengono i brividi sino alla schiena, lo stomaco si chiude e gli occhi diventano quasi lucidi, perche benchè cosi moderna si commuove nel cantar…
In quei novanta minuti puo succedere di tutto: vincere, perdere, gioire o disperarsi. Io in un gol ci spero sempre. Perché? Cosa c’è di piu bello dell’abbraccio tra tifosi dopo una rete segnata nel derby. Non ho detto amici, tifosi. Persone che magari non si vedranno mai più ma che in quel momento, con quell’abbraccio si sentono semplicemente a casa. E poi scommetto che il sogno di tutti i tifosi sampdoriani sia vincere un derby 3-1 con un gol a tre minuti dalla fine, uno di quei gol che non fanno crollare solo la gradinata sud, ma tutto lo stadio, anche perché detto tra noi, lo meritiamo…
O forse questo è gia successo e io devo solo rendermene conto.
