La Samp si ama e basta
Penso a quell'estate quasi con commozione. Avrò avuto si e no 7 anni e, come ogni anno fino a qualche tempo fa, trascorrevo una quindicina di giorni a Moneglia, vicino Genova, con mio padre. La mia passione calcistica, non era ancora esplosa, tuttavia, parlando con lui, mi veniva raccontato spesso della Sampdoria e, nelle sue parole, trapelava l'amore per questa gloriosa squadra. Lo assecondavo, non pienamente cosciente di quello che mi stesse dicendo.
In una calda mattinata di Agosto, scendemmo fino al centro della piccola cittadina ligure. Comprato il giornale, ci sedemmo su una panchina, al riparo dal sole, quel giorno davvero cocente. Velocemente,scorse le pagine del quotidiano giungendo a quella dedicata al Doria. Il titolo dell'articolo: "Samp, aria d'Europa" e sotto, "I blucerchiati all'esordio a Marassi contro il Watford". Girandosi, mi sussurrò all'orecchio:"E noi ci saremo!". Ecco, sembra quasi impossibile anche a me che a distanza di tanti anni , io possa ricordarmi in maniera così perfetta quell'episodio, senza alcuna sfumatura che inganni la mia memoria. Giornata di mare e, la sera, puntualmente, ci mettemmo in macchina per raggiungere il Luigi Ferraris: l'adrenalina e l'emozione di un'esperienza così nuova mi rendeva particolarmente eccitato. Eccoci arrivati e, posteggiata l'auto, ci dirigemmo verso i cancelli d'ingresso. Una volta entrati, percorsi rapidamente i gradini che mi separavano dai posti a sedere.
Davanti a me, un'immagine che ricorderò per tutta la vita:un distesa di erba verde e quella struttura che somigliava a un castello fiabesco. Attendo con impazienza il momento dell'ingresso in campo dei giocatori dal momento che ero stato istruito dalle prime partite alla playstation per quanto riguardava lo svolgimento di un match! Ancor prima però, osservai come gli spalti si riempissero velocemente e fui immediatamente impressionato da quegli splendidi tifosi così variopinti e carichi di passione! L'arbitro fischia e la partita ha inizio. Vincemmo 4-0, ma rimasi estasiato da quella maglia, da quella disposizione dei colori, così insolita rispetto ad altre casacche spesso bicolor e "monotone". Uscì dal Luigi Ferraris felice. Ridirigendomi verso l'auto con il mio vecchio elaborai quello che avevo appena vissuto e raggiunsi la consapevolezza di aver trovato il mio primo amore: la Sampdoria. Lo osservavo vedendolo soddisfatto e compresi fin da subito che sarebbe stata una passione che avremmo condiviso io e lui , vista anche la mia residenza: un'ambiente in cui per tanti anni ho pensato di essere l'unico tifoso della Samp a Napoli.
Credetemi, non è stato per nulla facile coltivare la passione blucerchiata in una piazza come quella partenopea, visto anche il gemellaggio con i nostri cugini. Tuttavia ci sono riuscito e questa passione è poi sbocciata definitivamente l'anno della promozione in serie A. Da lì è stato un crescere continuo dei miei sentimenti per questa società. E chi non la ama non può capirmi: quando la Domenica mi piazzo davanti al televisore tesissimo urlando come un matto in caso di gol mi sento dire "ma questo è pazzo!". Ci rido su, perchè capisco che non possono comprendermi! Perchè loro non hanno i globuli che oltre ad essere rossi e bianchi sono anche blu e neri!Io invece si!E me ne vanto...
Scegliendo la Samp, non si sceglie solo una squadra, ma una filosofia di vita. L'avessi voluta veder vincere sempre a quel punto avrei potuto scegliere a caso tra una delle tre big. Quello che contraddistingue la carriera di un tifoso blucerchiato è l'essere fatta di soddisfazioni che vengono realmente sentite fino in fondo: vincere uno scudetto a Milano o Torino, è una routine. Vincerlo qui, è talmente utopico pensarlo nel calcio di oggi che diventerebbe magia. Ma noi ci accontentiamo di poco. A noi basta vedere che venga dato il massimo per quei colori magici che ci fan venire i brividi...e di cui io sono profondamente innamorato...
