La nostra Samp, tra conferme e partenze

La nostra Samp, tra conferme e partenzeTUTTOmercatoWEB.com
© foto di Alessandro Pizzuti
mercoledì 17 giugno 2009, 13:17News Doria
di Roberto Sinibaldi

La nostra Samp, a parte Palombo e Dessena impegnati in Nazionale, è in vacanza. Intanto il mercato è già entrato nel vivo tra belle conferme, partenze dolorose e ancora molte incertezze. Tirando le somme di questa stagione potremmo arrivare a concludere se queste vacanze siano o meno meritate visto il rendimento stagionale non certo esaltante; di certo però è meritatissimo il supplemento di lavoro per il nostro Capitano impegnato in Sud Africa nella Confederations Cup a tenere alto allo stesso tempo il nome dell’Italia e quello del Doria. Parlando di belle conferme mi riferisco proprio al nostro Angelino che a fine campionato si è legato ai nostri (e suoi) colori con un nuovo contratto che lo renderà pilastro e bandiera della Sampdoria in un calcio in cui le bandiere sono sempre più rare. Questa è la speranza del popolo doriano, la speranza che anche lui se ne senta parte e continui a resistere alla corte spietata delle grandi del nostro Calcio, divoratrici di bandiere.

Ci saranno come ovvio delle partenze, alcune già accertate, come quella di Mirante e i fine-prestito di Raggi, Da Costa etc etc… , alcune in via di definizione ma molto più difficili da assorbire e da rimpiazzare; parlo di Hugo Campagnaro, che vedremo partire per Napoli come fece Maggio un anno fa anche lui dopo aver segnato un gol nel derby di ritorno, coincidenze. Hugo lascia la Samp dopo 2 anni e poco più di 30 partite complessive, ma lui d’impegno, classe e forza ce ne ha messa tanta su ogni pallone, anche su quel maledetto dischetto di Roma, sono sicuro. Questo basta ad entrare nel cuore di ogni tifoso ma purtroppo le casse, pur sane, forse avevano bisogno di una rinfrescata e allora buona fortuna Hugo; quel coro certamente ti accoglierà anche al tuo ritorno da avversario.

Veniamo all’incertezza più spinosa chiamata Antonio Cassano, almeno cosi la descrivono dal di fuori. A sentire le sue interviste o dichiarazioni pare che di dubbi proprio non ce ne siano, FantAntonio rimane a Genova incondizionatamente. A sentire invece giornali, televisioni e “grandi specialisti” di calciomercato starebbe facendo l’autostop al casello di Genova per qualsiasi destinazione. Non so dove sta la verità, probabilmente come sempre starà nel mezzo, noi possiamo solo sperare. Di certo se dovesse andar via sarà una scelta comprensibile da parte di un campione del suo calibro, ma spero che la voglia di vincere qualcosa con la Samp lo trattenga, ci siamo andati vicinissimo quest’anno, ci si può sempre riprovare. La partenza di Kakà dal Milan e soprattutto il giro di milioni che ha attivato, tuttavia, insegnano che può succedere di tutto.


Sul fronte facce nuove, per ora, si registra solo quella di Del Neri arrivato dopo due ottime stagioni all’Atalanta e intenzionato a riprovare un’esperienza a livelli più alti dopo Roma e Porto. Il suo 4-4-2 di novelliniana memoria non sarà certo una novità sotto la Lanterna blucerchiata ma si spera possa ottenere e magari, con un pizzico di fortuna in più, migliorare i risultati degli ultimi anni. Con l’augurio a Del Neri è d’obbligo un ringraziamento all’ex Mazzarri che ha deciso di lasciare; dopo due anni cosi forse riteneva di non poter migliorarsi.
 

Questa è la Samp attuale che cambia, cambierà ancora, cambierà di nuovo, cambieranno tante cose, anche il nome dei nostri eroi, ma quei colori, da chiunque vengano indossati sul campo meritano rispetto e da chiunque vengano portati in giro per il mondo meritano amore. Tra le belle, anzi bellissime conferme, non posso dimenticare di citare il popolo della Sud che si è mosso per la Finale di Roma. Correttezza, lealtà, coreografia straordinaria (nonostante la Rai l’abbia tranquillamente ignorata) e gran tifo per la propria squadra e non contro gli avversari. Io ero li in mezzo, per una volta dentro la Sud; mi è sembrato veramente di essere al centro del Doria, spero di non dover aspettare di nuovo tanto tempo per ripetere quell’esperienza.
 

“Perché sei doriano?” ecco la risposta, finalmente. A Roma ho avuto la conferma che siamo speciali, siamo speciali perché facciamo la cosa più ovvia per una tifoseria; tifiamo per i nostri bellissimi colori qualsiasi cosa succeda.