"Il Prestigiatore": palla a Fantantonio e qualcosa succede. La nostra storia costellata di astri e numeri

"Il Prestigiatore": palla a Fantantonio e qualcosa succede. La nostra storia costellata di astri e numeri
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martedì 12 gennaio 2016, 08:27News Doria
di Giuseppe Viscardi
La rubrica tra presente e passato. Giuseppe Viscardi, giornalista di Radio Nostalgia ed esperto di storia blucerchiata. Opinionista di lusso per Sampdorianews.net.

Forse sono ripetitivo, alla mia età inizia a succedere, ma sostengo da sempre che la storia della Sampdoria sia costellata di astri con il dieci, anche se a volte la maglia portava altri numeri.

Non ho fatto in tempo a gustarmi Tito Cucchiaroni, ma da bambino ho visto qualcosa di Roberto Vieri e poi ho avuto la fortuna di bearmi delle prodezze di Chiorri, degli assist di Mancini, delle rovesciate di Flachi, e degli stop di Fantantonio Cassano. Di Vieri ricordo le serpentine, di Chiorri il sinistro in guanto di velluto, di Mancini la sorprendente facilità di rendere facili le cose più difficili, di Flachi la capacità acrobatica e i lanci “no look” a tagliare il campo, e di Cassano la capacità di addomesticare il pallone più difficile.

Ecco, gli stop. Un fondamentale in cui oggi tanti peccano, peggio per loro, ma lui no. Ferma il pallone, è sempre in anticipo su chi lo marca, e con altrettanta sicurezza mette in movimento chi può andare in porta e spesso sa come chiudere la questione. Antonio è tornato, c'è poco da dire. E la grande prestazione nel derby – c'era chi dubitava, specie dopo un inizio faticoso – ha avuto un suggello, eroico ma senza tutta la fortuna che avrebbe meritato, contro una difesa, quella della Juve, che ad oggi rimane sicuramente la meglio assortita del torneo. Chiedete a Chiellini e Bonucci per referenze.

Palloni resi importanti per il sol fatto di averli giocati, intuizioni geniali in corridoio, assist al bacio, impreziositi da un tocco in girata difficile e splendido che Buffon ha potuto toccare solo in fondo alla rete, per rimetterlo in gioco. Se Cassano è questo – e al suo meglio è proprio questo – impossibile rinunciarvi. Il genio di Barivecchia sa fare questo ed altro, e quando la condizione lo sorregge – mai visto così tirato a lucido – sono problemi per tutti. Perchè il difensore ad un centimetro, per lui, non è mai stato un problema. Palla a lui, e qualcosa succede.

Mi viene da pensare: avesse anche solo cinque anni di meno! Ma forse quello era un altro Cassano. Mi viene in mente una frase del suo primo libro, che più o meno recitava: ad oggi (aveva ventisei anni) ho fatto diciassette anni da disgraziato e nove da miliardario. Me ne mancano ancora otto per andare in pari. Ecco, ci siamo. Adesso la storia può davvero (ri)cominciare.

© foto di Daniele Buffa/Image Sport