Icardi: "Sono contentissimo, meglio l'esordio non poteva andare"
E’ stato l’eroe di giornata nell’ultimo turno di campionato quando, entrando a un quarto d’ora dal triplice fischio finale e realizzando il gol decisivo pochi minuti dopo, ha regalato i tre punti alla Sampdoria contro la Juve Stabia.
Stiamo parlando di Mauro Icardi, talento argentino lanciato da mister Iachini al Menti e subito decisivo per la causa blucerchiata.
All’edizione odierna de La Gazzetta dello Sport, è lo stesso ex attaccante del Barcellona a raccontarsi. “Non lo sapevo, non me l’aspettavo. Poi il mister mi ha convocato, mi ha fatto giocare, e ho fatto quello che dovevo. Sono contentissimo, meglio l’esordio non poteva andare”, dice Icardi alla Rosea.
Alla Gazzetta, il giovane argentino si racconta a 360°. Sul suo idolo, il connazionale Gabriel Omar Batistuta, quasi 200 gol in serie A tra Fiorentina, Roma e Inter: “Provo a giocare come lui, potente e agile allo stesso tempo. Ma devo ancora fare tanta strada”.
Sul rapporto con Lionel Messi, anch’egli di Rosario, quand’era al Barça: “Appena arrivai al Barcellona venne a conoscermi. Consigli? Uno solo: lavora sempre sodo. Per il resto parlavamo quasi mai di calcio, ma di passioni comuni, di come si vive a Barcellona e così via”.
Sulle convocazioni di Italia e Spagna Under 19, entrambe rifiutate perché il suo sogno è giocare con l’Argentina: “Non mi sento né spagnolo né italiano. Il mio sogno è giocare con l’Argentina”.
Sul futuro: “Cosa vorrei? Giocare, giocare, giocare. Magari con il 9, se sarà disponibile”.
Sull’immediato futuro, il match tra il Doria e il Pescara di domenica a Marassi, quando in tribuna potrebbe esserci il più illustre degli ex blucerchiati, quel Roberto Mancini fresco campione d’Inghilterra alla guida del Manchester City: “Magari sarò in tribuna anch’io, chi lo sa, ma non ci penso. Lavoro e resto concentrato per essere pronto”.
