Gasparin sull'addio alla Samp: "Le strategie e la progettualità erano diverse. Poi con i fatti abbiamo visto cosa è accaduto. Resta il dispiacere per quello che poteva essere..."
Sergio Gasparin, Ad del Catania, è tornato a commentare l'esperienza blucerchiata in un'intervista rilasciata al nostro network nazionale di Tuttomercatoweb.com:
"Nel mio periodo alla Samp si sono creati e cementati dei rapporti sul piano personale, quindi il mio pensiero sui trascorsi liguri è positivo".
La Samp l'ha lasciata un ottime acquae, poi la retrocessione...
"Ho lasciato la Sampdoria quinta a due punti dalla zona Champions, ma con l'amarezza derivata dal gol subito al 93' contro il Werder Brema che ci ha strozzato l'urlo di gioia in gola privandoci dell'accesso ai gironi di Champions League".
E perché l'addio?
"Le strategie e la progettualità erano diverse. Poi con i fatti abbiamo visto cosa è accaduto. Resta il dispiacere per quello che poteva essere... e perché si è interrotto un percorso cominciato in maniera positiva per inseguire tipi di gestione che hanno portato allo sfacelo e così la Sampdoria ha fatto una brusca retromarcia rispetto a quelle erano le progettualità più giuste".
Dal sogno Champions alla retrocessione: cosa è successo?
"I perché dentro me li ho ben precisi e delineati. In diciassette partite avevano raccolto ventisei punti, poi in tutto il girone di ritorno più le due d'andata ne sono stati fatti dieci. Il tempo è sempre un grande allenato oppure un nemico".
Col senno di poi avrebbe lasciato l'Udinese per la Samp?
"Sono abituato a guardare avanti e non a quello che sta dietro. In quel momento la proposta e la progettualità di quello che si poteva creare a Genova mi entusiasmavano e mi avevano conquistato, così come ora mi ha conquistato il Catania. Guardo avanti, mai dietro".
Angelo Palombo: da grande protagonista a giocatore di troppo. Come se lo spiega?
"Ai tempi faceva parte della Nazionale. Non voglio entrare nelle dinamiche, perché non è una situazione che conosco. Non sarebbe corretto parlarne".
Errori a dismisura: ma gli arbitri ce l'hanno col Catania?
"No, ma hanno commesso errori gravi nelle partite contro Inter, Juventus e Milan. Episodi riconosciuti anche dalle società che hanno avuto dei vantaggi evidenti. A noi è mancato qualcosa, ma questo non vuol dire che gli arbitri ce l'hanno con noi. Nessun disegno e nessun preconcetto. Però ci mancano dei punti importanti in classifica".
Sudditanza psicologica: quanto ci crede?
"Dal punto di vista conscio zero, da quello inconscio un po' sì. Quando una grande subìsce qualche errore la cassa di risonanza è maggiore e dal punto di vista psicologico gli arbitri, questa situazione, un po' la subiscono".
