Gabbiadini: "Il mio obiettivo è quello di dare sempre il massimo e non sentirmi mai arrivato"

Gabbiadini: "Il mio obiettivo è quello di dare sempre il massimo e non sentirmi mai arrivato"TUTTOmercatoWEB.com
© foto di Federico De Luca
giovedì 19 dicembre 2013, 21:19News Doria
di Rudy Maccherozzi

Durante la trasmissione Studio Live in onda su Samp Tv, il talentuoso attaccante classe '91 in forza alla Sampdoria Manolo Gabbiadini ha ripercorso alcune tappe precedenti all'esperienza attuale con la maglia blucerchiata.

"14/3/2010? È una data indimenticabile, perchè ho conquistato l'esordio in Serie A che è una cosa bellissima soprattutto per un ragazzo di 18 anni. Comunque in quel momento non ho pensato che il calciatore sarebbe diventato definitivamente il mio mestiere, forse devo capirlo ancora adesso perchè il mio obiettivo è quello di dare sempre il massimo e non sentirmi mai arrivato".

Sull'esperienza con la maglia del Cittadella, con Piovaccari come partner d'attacco: "Per me è stato il primo anno tra i professionisti, - riporta Sampdorianews.net - e non è stato facile perchè avevo solo 18 anni ed era la prima volta che mi allontanavo dal mio paese. È stata una bella esperienza che mi ha fatto maturare molto, anche se per un periodo non ho giocato a causa di alcuni infortuni. Piovaccari? Non saprei perchè non sia riuscito ad affermarsi alla Samp. Con me al Cittadella aveva fatto molto bene e ci siamo salvati soprattutto grazie ai suoi gol. Ora sta giocando molto bene e sono contento per lui".

Sui suoi ex allenatori: "Savoldi, che mi ha allenato quando avevo 13 anni, è stato uno dei migliori perchè mi ha fatto capire cos'è il calcio e come bisogna comportarsi dentro e fuori dal campo. Devo molto anche a Ferrara perchè quando giocavo a Cittadella, nonostante gli infortuni e subentrando spesso dalla panchina, mi ha sempre dato fiducia ed io sempre l'ho ripagato. Se sono arrivato dove sono adesso, è grazie soprattutto a lui. Anche a Bologna sono cresciuto tanto, con Pioli. Devo ringraziarli tutti e tre".

In merito al ritorno all'Atalanta, dopo il prestito al Cittadella: "È stata un'annata difficile, ma se sei intelligente puoi crescere anche in quei momenti. Ho capito che non è semplice giocare a calcio, ed ho imparato molto. Non volevo restare, ed avevo bisogno di cambiare aria; così ho chiesto di essere ceduto in prestito".

"L'annata di Bologna? Non era partita benissimo la mia stagione, ci ho messo un po' per entrare in sintonia con i compagni poichè sono arrivato solamente cinque giorni prima dell'inizio del campionato. Sono riuscito comunque a guadagnarmi il posto da titolare ed essere fondamentale nella formazione, anche grazie ad allenatore e compagni che mi hanno sempre fatto sentire tale. Gilardino? Mette tanta umiltà dentro e fuori dal campo, cosa non da poco per uno che ha vinto tanto e segnato tanti gol in carriera. Diamanti? Mi ha insegnato tanto soprattutto per la sua grinta, che è unica".