Fiorillo: "Tifosi Sampdoriani gli unici a non abbandonarmi nelle difficoltà. Sogno di giocare qua, non ho mai pensato ad altri palcoscenici"
Vincenzo Fiorillo, ospite negli studi di Samp Tv per Studio Live, ha ricordato due date fondamentali nella sua carriera. Il 13 aprile 2008 l'esordio in serie A a Reggio Calabria e il 24 maggio 2009 la prima gara nella massima serie da titolare dal 1' in casa contro l'Udinese. Ecco quanto raccolto da Sampdorianews.net:
"Fu il ricordo più bello della mia carriera, tre giorni prima avevo vinto la Coppa Italia con la Primavera a Bergamo, all’ultimo giorno fui aggregato alla prima squadra per l’infortunio subito da Mirante, ricordo di essere partito senza aver avuto la possibilità di allenarmi con loro, pensavo ancora al primo trofeo di un anno fantastico. Ero in panchina, Castellazzi subì un brutto infortunio, ricordo soltanto di essermi alzato dalla panchina, mi guardavo attorno, osservavo i giocatori dell’altra squadra, non ci credevo. Ero frastornato, ma dall’altra parte speravo che la partita non finisse mai, che l’arbitro non fischiasse mai la fine, anche se perdemmo dopo aver disputato una buona gara. Mio papà era a Sestri Levante a seguire la Primavera, fu messo a conoscenza da un genitore di un altro ragazzo, subito pensava che fosse uno scherzo, per lui fu una grande emozione. I miei genitori hanno fatto tanti sacrifici per il sottoscritto, nella mia zona non c’erano tante aspettative di vita, sono stato molto fortunato, a tanti miei amici è andata peggio, non dimentico da dove sono venuto.
Le prime partite da titolare in A dal 1’ contro l’Udinese in casa e a Palermo purtroppo non andarono benissimo, soprattutto l’ultima. Ho commesso qualche errore, con gli anni crescendo ho imparato ad analizzarli e ho cercato di migliorarmi a livello mentale in relazione alla superficialità. Da quegli episodi negativi ho conosciuto la parte più brutta del calcio fatta di critiche e di gente che ti volta le spalle, ma fu un’esperienza fondamentale, sono contento di averla vissuta. Non ho 30 – 35 anni, non ero un portiere già affermato, c’erano molte aspettative attorno a me, sono stato bravo a riprendermi, a rialzarmi subito. Il fatto di essere genovesi può essere un’arma a doppio taglio, con i tifosi ho sempre avuto un rapporto eccezionale, sono stati gli unici a non avermi abbandonato nelle difficoltà. Sono il primo tifoso della Samp, non mi sono mai ruffianato nessuno, loro sanno che conosco il significato di essere genovesi e indossare questa maglia, sogno, in un domani magari non troppo lontano, di affermarmi qua, sogno di giocare qui, non altrove. L’anno scorso fu molto positivo, ho trovato continuità di rendimento, sogno di giocare qua, non ho mai pensato ad altri palcoscenici”.
