Fiorillo sulla partita con il Palermo: "Forse neanch'io avevo capito quanto fosse importante quell'occasione. Sono stato superficiale"; sul Livorno: "La promozione per me sarebbe un sogno e anche un modo per ringraziare"

Fiorillo sulla partita con il Palermo: "Forse neanch'io avevo capito quanto fosse importante quell'occasione. Sono stato superficiale"; sul Livorno: "La promozione per me sarebbe un sogno e anche un modo per ringraziare"
© foto di Filippo Montelatici
mercoledì 9 gennaio 2013, 12:30News Doria
di Lorenzo Montaldo

Vincenzo Fiorillo sta rinascendo nuovamente a Livorno: a soli 23 anni, con alle spalle un passato da predestinato e uno, più recente, da giovane promessa bruciata, l'estremo difensore di Oregina sta finalmente iniziando a raccogliere i frutti di quella che poteva essere una carriera ben più folgorante, in salita già alla seconda vera partita da titolare, il 31 maggio 2009 a Palermo:

"Non era il mio esordio in A -racconta, come riporta La Gazzetta Dello Sport- però tutti ricordano quella gara. Nel primo tempo feci due errori madornali, sembrava che tutti aspettassero me: mi sono piovute addosso mille critiche. Eravamo a fine stagione e forse neanch’io avevo capito quanto fosse importante quell’occasione. Sono stato superficiale".

Risalire la china è stato ancora più difficile di quanto si potesse immaginare: "Tante squadre mi hanno snobbato. La cosa che mi ha dato più fastidio è stato sentirmi dire che non valevo dal punto di vista umano. Io sono  estroso, forse in passato ho avuto qualche atteggiamento sbagliato, ora sono cambiato. Ho trasformato le critiche in stimoli e sono ripartito da zero."

Negli anni, un prestito dopo l'altro, prima a Reggio Calabria, poi a Spezia, sempre via Samp: "Ho avuto una sfiga dietro l’altra: alla Reggina mi sono spaccato il dito in tre parti. Allo Spezia dopo cinque partite cacciarono l’allenatore e cambiò tutto. Tornai alla Samp e l’anno dopo mi fermai di nuovo per un’ernia al disco. Sono stato fuori 3-4 mesi, però mi è servito per resettare tutto. Ho pensato solo a lavorare, in attesa della mia occasione. Avevo paura di non trovare una squadra, poi è arrivata la chiamata di Perotti (responsabile area tecnica del Livorno, ndr): mi ha detto "Vieni a fare il secondo, vedrai che arriverà il tuo momento".Ho sentito la fiducia e ho accettato, li ringrazierò per sempre."

La prima occasione, proprio contro lo Spezia, il suo passato, grazie all'infortunio di Mazzoni: "Ero teso, non giocavo da un anno e mezzo -confessa Fiorillo-. Non finì bene, prendemmo 5 gol. La settimana dopo giocai a Reggio: sembrava un segno del destino."

Ora, i traguardi da raggiungere nel futuro immediato sono ben chiari nella testa del portiere classe 1990 ancora di proprietà della Samp: "La promozione per me sarebbe un sogno e anche un modo per ringraziare il Livorno. Dopo tanti momenti bui mi sento più forte: ho imparato che ci vuole un attimo per perdere tutto"