Fiorillo: "Che emozione tornare al Ravano"
"Come si fa a diventare un calciatore?": è questa la prima domanda posta a Vincenzo Fiorillo che rispolvera i suoi ricordi. Protagonista dell'odierna giornata del Ravano il portiere della Sampdoria ha risposto ad alcune domande:
"Come si fa a diventare un giocatore di calcio. Beh, innanzitutto bisogna essere intelligenti e disponibili e non è facile, come non è facile soprattutto riuscire a rimanere controllati, a non dire sempre ciò che si pensa, a restare equilibrati nelle diverse situazioni. Poi bisogna avere passione: per me mettere i guanti è ancora la cosa più bella, come quando ero bambino. Infine credo che si debbano coltivare le amicizie, dentro e fuori dal campo, le amicizie vere, per rendersi conto quali siano i veri valori della vita. Non pensavo a diventare professionista da bambino ,ricordo che a scuola si parlava solo di questo torneo, si era più concentrati sulle singole partite, sull'attimo, nessuno pensava al futuro. Io ho iniziato a giocare a calcio tardi, verso i nove anni, e la mia prima esperienza vera fu proprio il Ravano. Da lì si può dire che è partito tutto. Mi misero in porta perché ero alto , non ci voleva stare nessuno.
Poi la Samp mi chiamò e all'età di dieci anni iniziai a giocare dove tutt'oggi gioco. Per me far parte della Sampdoria è un sogno realizzato: lo sanno tutti che tifo blucerchiato da quando ho iniziato a seguire il calcio. Il ravano l'ho fatto per due anni, in quarta e quinta, ma visto che lo avete chiesto, lo dico: non l'ho mai vinto, superavamo qualche turno ma ci hanno sempre eliminati prima della finale. Oggi l'ho trovato cambiato, ci sono basket, rugby e volley e mi fa molto piacere, in più si tengono iniziative come questa, che io reputo importante. Mi sarebbe piaciuto potermi confrontare coi calciatori della Samp di quando ero piccolo io, peccato non esistessero ancora questi incontri. Del Ravano, in ogni caso, mi resterà sempre il ricordo più bello che è averlo condiviso coi miei due migliori amici di allora e di oggi. L'ho detto prima: l'amicizia è un valore fondamentale e tenere rapporti per tanti anni significa avere punti di riferimento. Credo sia uno degli obiettivi da seguire".
Successivamente Fiorillo risponde, come riporta il sito Sampdoria.it, anche a dei quesiti sportivi, riguardanti la sua carriera:
"A Buffon mi sono sempre ispirato , per le capacità tecniche, ma anche per l'atteggiamento. Persona educata, sempre disponibile e mai protagonista di atteggiamenti negativi. Alla fine, esce sempre il ritratto di una figura pulita, comunque sia: questo mi piace in particolar modo.Come andavo a scuola? Diciamo che le cose migliori le ho fatte vedere al Ravano e durante educazione fisica. A chi preferirei parare un rigore tra Ibra, Del Piero e Milito? A Milito mi farebbe piacere... Se ho mai pensato di cambiare lavoro? No, dai, questo credo sia il più bello. Andar via dalla Samp per una squadra più forte? La Samp è già forte. E poi tra dieci anni io mi immagino ancora con questa maglia addosso".
