Ferrara su Lippi: "E' stato come tanti altri allenatori sicuramente importante nella mia formazione. Marcello mi ha dato qualcosa in più dal punto di vista tecnico e soprattutto dal punto di vista umano"

Ferrara su Lippi: "E' stato come tanti altri allenatori sicuramente importante nella mia formazione. Marcello mi ha dato qualcosa in più dal punto di vista tecnico e soprattutto dal punto di vista umano"TUTTOmercatoWEB.com
© foto di Giuseppe Celeste/Image Sport
martedì 27 novembre 2012, 11:00News Doria
di Lorenzo Montaldo

Ciro Ferrara, tecnico attuale della Sampdoria, a Italia 2 ha raccontato alcuni ricordi ed esperienze del suo passato durante la trasmissione "Undici". Si è parlato anche del suo modello Lippi e del periodo trascorso al timone della Juventus. Ecco un estratto di quanto riporta Tuttomercatoweb.com:

Sul Mondiale 2006 e il rapporto con Lippi: "E' stato come tanti altri allenatori sicuramente importante nella mia formazione. Marcello mi ha dato qualcosa in più dal punto di vista tecnico e soprattutto dal punto di vista umano. Il rapporto è molto forte e con il coronamento del Mondiale 2006, dove io ho partecipato come collaboratore, ho ritrovato la spinta per riandare sul campo e allenare. Il fatto di essere stato con lui e aver vissuto lo spogliatoio, mi ha fatto tornare quella voglia che forse si era un po' sopita. Ho fatto il primo anno con lui a Napoli dove conquistammo la Uefa e poi tutti i trascorsi e i successi alla Juventus".

Su Cannavaro: "Lui è stato un po' più giramondo del sottoscritto. Credo che caratterialmente siamo molto diversi, la nostra carriera sportiva ha avuto un percorso diverso, i successi lui li ha avuti fuori dalla sua città. La mia soddisfazione è quella di aver potuto vincere nella mia città in un Napoli che è rimasto nella storia. Ho preferito non girare, al momento che ho terminato la mia carriera alla Juve c'erano altre ipotesi ma ho preferito concludere lì".

Sull'esperienza sulla panchina della Juve: "Ricordo che l'ultimo mese mezzo è stato molto difficile per tutti. La Juventus veniva da un secondo posto, le pressioni erano altissime e per migliorarsi si poteva solo vincere lo scudetto. L'inizio faceva ben presagire ma poi c'è stato un mese tremendo e la sconfitta in Champions ha aumentato la tensione e fatto cadere certezze un po' a tutti. Non è stato un periodo facile ma nella vita come nello sport esistono questi momenti, la mia storia si è conclusa dopo poco ma da quella esperienza ne sono uscito molto più forte".