Ex Sampdoria, I. Bonetti: "Fredberg dimettiti tu e i tuoi padroni"

Ex Sampdoria, I. Bonetti: "Fredberg dimettiti tu e i tuoi padroni"TUTTOmercatoWEB.com
Oggi alle 10:44News Doria
di Redazione Sampdoria News

Ivano Bonetti ha esternato via facebook le proprie sensazioni dopo le ultime decisioni societarie in casa Sampdoria:

"Fredberg :
VERGOGNATI E DIMETTITI TU  E I TUOI PADRONI

"Ai tifosi della UC Sampdoria,
a chi ha ancora a cuore questa maglia,
a chi sa distinguere il calcio da un semplice esercizio finanziario.
Con l’allontanamento anche degli ultimi uomini rimasti legati a una certa identità, come Andrea Mancini e Giovanni Invernizzi, si chiude definitivamente ciò che restava dell’era Mantovani.
Non oggi, forse. Probabilmente da anni. Ma oggi cade anche l’ultimo velo.
Perché lo stile Mantovani non era soltanto vincere.
Non era soltanto costruire squadre forti o stare ai vertici del calcio italiano.
Era un modo di essere.
Era coerenza.
Era riconoscenza verso chi dava tutto per la Sampdoria.
Era fedeltà ai valori umani prima ancora che ai risultati.
Era competenza vera, silenziosa, concreta.
Si poteva sbagliare, certo. Ma senza mai perdere dignità, identità e rispetto.
Oggi invece assistiamo all’esatto contrario.
Chi ha costruito una squadra estiva sbagliata, portata sull’orlo della retrocessione, viene salvato per il secondo anno consecutivo da persone che conoscono davvero l’ambiente, il peso della maglia e la responsabilità verso la città.
E paradossalmente, proprio quelle persone vengono allontanate dagli stessi dirigenti che dovrebbero ringraziarle.
Il tutto raccontato con parole vuote, slogan aziendali e giustificazioni costruite: “accelerare la rinascita”, “puntare alla Serie A”, “nuovo corso”.
Frasi che non possono cancellare la realtà.
La realtà è che senza chi oggi viene mandato via, questa società probabilmente avrebbe già smesso di esistere sportivamente.
La realtà è che chi oggi parla di rilancio dovrebbe prima assumersi le responsabilità degli errori commessi.
La realtà è che la competenza non si improvvisa e la storia di un club non si compra con comunicati o strategie di facciata.
La Sampdoria non appartiene ai dirigenti di passaggio.
Non appartiene agli uomini che arrivano, sbagliano e poi scaricano le colpe sugli altri.
La Sampdoria appartiene alla sua gente.
A chi soffre.
A chi ricorda.
A chi pretende rispetto.
E il rispetto parte da un principio semplice:
non si può parlare di futuro distruggendo definitivamente tutto ciò che rappresentava l’identità di questa società.
Oggi non viene mandata via soltanto qualche figura tecnica.
Oggi viene cancellato l’ultimo legame con una cultura sportiva fatta di appartenenza, serietà e umanità. Ed è questo che fa più male. Molto più dei risultati. Perché le partite si possono perdere.
La dignità di una società, invece, una volta persa, è molto più difficile da ritrovare".