ESCLUSIVA SN - Viscardi: "Non serve molto: solo la continuità"
"Se esistesse un modo migliore per tornare alla vittoria dopo sette sconfitte consecutive, se esistesse in qualche modo una specie di ricostituente naturale per far ripartire tutto un ambiente, persino il più scafato militante calciofilo direbbe: il derby!
E sì, il derby: quello storicamente appannaggio dei colori più belli del mondo, eppure da troppo tempo capriccioso, come la pioggia che si ostinasse a cadere dal basso verso l'alto, o il Bisagno che risalisse dalla Foce all'Appennino, a dispetto della sua norma. Il derby, che l'ultima volta una squadra già spenta - l'ultima vera fu quella di Zivkovic e Conte - non meritò di vincere pur senza meritare di perdere in una notte da golpe.
Il derby che per incanto restituisce ai tifosi per prima cosa il senso della giusta direzione, quella che segue il calendario della natura, e poi la squadra, e poi la voglia, e poi l'allegria, e poi la gioia... Tutto questo è stato il derby numero 105 sotto la Lanterna. Una vittoria netta, schiacciante addirittura, "in ogni angolo della città", a cominciare dai 105 X 70 del Ferraris. Con tanta didascalia, come Poli che arpiona la partita con la classe che ha sempre avuto ma stavolta la cuoce anche con la grinta e la capacità di essere un trascinatore, e come Icardi, che sente i rintocchi delle campane del destino e corre alla meta con la forza dei suoi verdi anni e la tenacia di chi ci vuol riuscire.
Una settimana prima, sette piccoli giorni, quanta invidia per quel ragazzo in rosanero, argentino e diciannovenne, che ne inzuppava due - ed erano fin pochi - nella porta del Chiquito. E il pensiero di tanti (se non di tutti): ma ce l'abbiamo anche noi, quello bravo di diciannove anni! Quale serata migliore per dire "presente"? Certo, il difficile viene adesso. Perchè il derby certe motivazioni le fornisce per sua ragione innata. Ora si tratta di continuare, ed è il compito più impegnativo: non sprecare il credito di entusiasmo riportato a casa in una magica notte in cui certi lugubri fantasmi sono stati ricacciati indietro. E per di più contro il Bologna, un marchio tra i più invisi e concorrente nelle stesse paludi del torneo.
Non serve molto: solo la continuità. Per la calligrafia si prega di ripassare più tardi. Ah, ancora due pensieri: il primo è per Mazzoleni, l'arbitro. Non lo ha detto quasi nessuno, lo scriviamo qua: il migliore da molto tempo a questa parte. Tutti pronti a saltare addosso alle giacchette ex nere, è giusto rendere merito quando le cose funzionano. Il secondo pensiero è per la gente sampdoriana: semplicemente eccezionale. In ogni angolo della città.
