Delio Rossi fa il punto: "Nel secondo anno di A bisogna sempre dare qualcosa in più"

Delio Rossi fa il punto: "Nel secondo anno di A bisogna sempre dare qualcosa in più"TUTTOmercatoWEB.com
© foto di Giuseppe Celeste/Image Sport
venerdì 26 luglio 2013, 10:15News Doria
di Stefano Orengo

Con il ritiro di Bardonecchia che si avvia verso la sua conclusione, Delio Rossi traccia il punto della situazione in una lunga intervista rilasciata al Corriere Mercantile in edicola questa mattina, cominciando proprio a parlare delle prime amichevoli svolte dai blucerchiati in questa prima parte di preparazione estiva: “Siamo partiti sulla base dello scorso anno, ma finora gli esiti di queste partitelle non sono importanti, visti i carichi pesanti di lavoro cui i giocatori sono sottoposti. Ho avuto modo di vedere alcuni elementi che non conoscevo, come Gentsoglou, Laczko, Martinelli e Fornasier, ma fare analisi adesso potrebbe significare prendere lucciole per lanterne. Aspettiamo”.

“Credo che la squadra sia fatta per l’80-90 percento - prosegue poi il tecnico toccando il tema mercato -. Non avrebbe avuto senso cominciare a lavorare con giocatori destinati a partire. Tornati da Buk, a quel punto tireremo le somme. Gabbiadini? Nel suo ruolo un giocatore dev’essere importante. Ma al tempo stesso lui è un giovane e quindi non va caricato di eccessive aspettative. Ha le qualità, ma bisogna saperlo aspettare. In questo senso ho già detto che nel prossimo campionato il ruolo decisivo sarà quello dell’ambiente. I giocatori che lo scorso anno si erano rivelati, ora dovranno fare qualcosa in più per progredire ancora”.

L’ambiente dunque, come l’anno scorso, sarà fondamentale per la squadra. Rossi in questo senso aggiunge: “Ho notato come i tifosi della Sampdoria si preoccupino, più che di chi si compri, di chi non si venda. In questo tutti dobbiamo tener presente quel che è un mio punto fermo: verso l’esterno, difendo sempre e comunque i miei ragazzi. Poi gli errori li vedo e faccia a faccia cerco di rimediare. I fischi sono giusti solo quando uno non dà tutto quello che può.

Regini può giocare benissimo in quel ruolo – spiega il mister parlando dell’esterno sinistro -. Salamon invece si sente difensore e quindi io devo anche tener conto delle attitudini di ogni elemento con cui lavoro. Per quanto riguarda il sistema di gioco, finora stiamo andando avanti con l’idea dello scorso anno. Wszolek? In parte gli sta succedendo quel che l’anno scorso era capitato a Rodriguez. Arrivi dall’estero, cambi metodi di lavoro, alimentazione, cultura calcistica. In una fase iniziale, la mancata comprensione della lingua ti può far sentire in un acquario. Ma per tutti i nuovi bisogna vedere sempre il bicchiere mezzo pieno”.

Sul campionato che verrà, l’allenatore poi dice: “C’è stato un livellamento verso il medio-alto, molte squadre si sono rafforzate. Noi faremo il possibile per arrivare al traguardo al più presto. Certo non potremo permetterci di distrarci. In Italia ogni partita è difficilissima. Fondamentale sarà la compattezza: guardando ai numeri, anche le squadre più spettacolari non perdono di vista la fase difensiva, Barcellona e via dicendo prendono innanzitutto pochissimi gol. Ma per l’esperienza che ho, nel secondo anno di A bisogna sempre dare qualcosa in più”.

Infine, una chiusura sulle numerose battute con cui il tecnico ha condito finora gli allenamenti blucerchiati, con un divertito Mustafi tra i più presi di mira. “Io scherzo un po’ con tutti, a turno - specifica Rossi -. Certo ogni tanto bisogna individuare i due-tre permalosi nel gruppo… comunque Mustafi non è per niente sovrappeso, anzi è uno dei più in forma, per questo lo prendo in giro. Se fosse davvero appesantito, non glielo direi certo davanti a tutti. E comunque, con me, è quando non lo prendo in giro o non lo rimprovero che uno si deve preoccupare. Se scherzo o redarguisco, vuol dire che uno è importante”.