De Scalzi in tournée in Giappone: "Quasi quasi suonerò con la maglia del Doria addosso"
Vittorio De Scalzi, fondatore dei New Trolls e grande tifoso sampdoriano, è stato contattato dal Corriere Mercantile per parlare del derby in avvicinamento.
Maestro De Scalzi, arriva un altro derby.
"E io sarò dall'altra parte del mondo, mi trovi mentre sto partendo per l'aeroporto. Andiamo a suonare in Giappone, dove abbiamo un grande pubblico di estimatori, il rock progressivo ha lasciato il segno. Ma lo so già che anche stavolta andrà come sempre".
Ovvero?
"Potremmo suonare anche tra i pinguini o nella giungla, ma dal pubblico spunterebbe prima o poi un doriano, che ci chiederebbe di suonare Lettera da Amsterdam. E' incredibile come ci siano tifosi blucerchiati praticamente in ogni parte del mondo. Sarà la maglia, sarà l'onda lunga della popolarità della squadra di Vialli e Mancini, fatto sta che in qualsiasi angolo di pianeta l'idea di Sampdoria rispunta sempre. E ci chiedono sempre quella canzone".
E voi?
"Secondo te lo mandiamo a casa scontento? Anzi, sai che ti dico?"
Prego.
"In questa tournèe in Giappone, quasi quasi suonerò con la maglia del Doria addosso, così almeno verranno a chiedermi perché".
Quanto ti peserà non vedere il derby?
"Più che altro il problema sarà la differenza di fuso, altrimenti visto che sono sempre in giro, col tempo mi sono attrezzato per seguire le partite sull'iPad, non è come andare allo stadio ma in certi frangenti ci si deve accontentare".
In Giappone, la partita comincerà alle quattro meno un quarto del mattino e finirà alle cinque e mezza.
"Per il Doria ho fatto bel altri sacrifici che una levataccia. Un derby è pur sempre un derby, arriva due sole volte all'anno anche se, per il carico di stress che porta, sarebbe meglio passare direttamente dal sabato al lunedì. Oppure, appunto, volare in Giappone".
L'hai fatto apposta?
"Per la verità era una tournèe programmata molto tempo prima della pubblicazione del calendario. Per quanto se ne dica, si soffre molto di meno allo stadio: quando sei sul posto vedi e quindi ti capaciti, hai il polso della situazione, non dipendi dalla tv o dalla radio come sarà per me stavolta".
Quali ricordi ti porti, dei derby visti allo stadio?
"Un po' come quel tale diceva delle donne: intrattenerle se sono belle, se sono brutte allora intrattienine altre. Quelli vinti me li ricordo tutti con piacere enorme, gli altri vorrei scordarmeli ma non ci si riesce mai del tutto".
Un'emozione in particolare?
"Nei nostri anni più belli, quando vincemmo lo scudetto e la Coppa delle Coppe e arrivammo a un passo dalla Coppa dei Campioni, mi ricordo che nei derby soffrivamo sempre più di quanto sarebbe stato lecito aspettarsi. Certo, tra vincere un derby oppure il campionato, non c'è nemmeno da chiederselo. Però già che dobbiamo sognare, l'ideale è vincere entrambi".
Un pronostico per domenica?
"Per me sarà già lunedì, ma siccome non ci azzecco mai preferirei lasciar stare. Spero che il Doria mi dia, come spesso ha fatto, un'altra grande gioia".
