Con quella faccia un po' così... arrivederci Nick

Con quella faccia un po' così... arrivederci NickTUTTOmercatoWEB.com
© foto di Matteo Gribaudi/Image Sport
venerdì 31 gennaio 2014, 20:36News Doria
di Lidia Vivaldi

Ma quella faccia un po’ così, quell’espressione un po’ così, che abbiamo noi che abbiamo visto Genova... Quell’espressione un po’ così, quel mezzo sorriso sempre stampato in faccia, quell’andatura da spiaggia, distratta, che lo hanno sempre fatto assomigliare più ad un tifoso che ad un calciatore. E quella passione per i colori blucerchiati, espressa in tutte le maniere possibili, espressa al meglio quando tradotta in gol, possibilmente gol pesantissimi e decisivi.

Nicola “NickPozzi dava l’impressione di esserci da sempre nella Sampdoria, invece era arrivato in punta di piedi nell’estate del 2009, quando il palcoscenico era tutto per la coppia d’oro Pazzini-Cassano. Eppure già allora aveva dato prova della sua più grande qualità, che non ha niente a che fare con la tecnica: Nick è quello delle missioni impossibili, dei colpi vincenti nei momenti più difficili, delle sfide continue ai propri limiti. Quell’anno, nella partita che diede una svolta alla stagione blucerchiata, indirizzandone le vele verso il quarto posto, la vittoria per 3-2 al Friuli, risultò decisivo con un assist e con il secondo gol della rimonta. Si prese anche tre punti fondamentali a Siena, e conquistò il quarto posto, vivendolo da comprimario, ma festeggiandolo come un tifoso.

La sfortuna che si accanì sulla Samp l’anno successivo non si dimenticò di Pozzi, che fu costretto da un infortunio a stare lontano dai campi tra febbraio e marzo. Questo però non bastò a farlo arrendere: tre reti nelle tre partite cruciali di fine campionato, purtroppo vane per l’epilogo stagionale, che sommate alle altre ne fecero il miglior marcatore dello sciagurato 2011 insieme a Pazzini.

Non fosse stato Nicola Pozzi, forse avrebbe abbandonato l’impresa. Chi se la sente di partire dalla panchina per la terza stagione di fila, per di più in Serie B, sorpassato da altri due nuovi acquisti? Per fortuna della Samp, Nick se l’è sentita. Concorrenza sbaragliata, quindici reti in campionato, e quattro macigni nei play-off, uno più pesante dell’altro. Nel 2011-2012 la Sampdoria ha raccolto punti ogni volta che il suo numero 9 è andato in rete, e l’ultima, la più epica, ha lasciato nella memoria di chi era presente all’Ossola di Varese l’impronta di un’emozione che non si può descrivere a parole. Tra il settore ospiti e la squadra in festa, quella sera, c’era la pesante rete metallica dell’impianto varesino, ma a specchiarsi da una parte e dall’altra, identiche, c’erano le lacrime, mie e di tanti altri tifosi, e quelle di Nicola Pozzi. Un’altra sfida vinta, la più insidiosa, la più importante.

Ma non bastano le battaglie sul campo, per Nick la sfida continua è con se stesso, con i limiti di un fisico forte ma fragile, che a volte, come l’anno scorso, gli impedisce di calcare il prato e fare la differenza. Rientrato in estate dal prestito al Siena ha ricominciato da zero con la maglia che è sempre stata sua, e ha messo subito le cose in chiaro: missione impossibile? Ci penso io. L’urlo sotto la curva blucerchiata al 96° di Livorno-Sampdoria era insieme un bentornato, un finalmente, un lo sapevo. La prima vittoria stagionale aspettava solo di rincontrare quel ragazzo con quella faccia un po’ così.

Oggi Pozzi e la Sampdoria si separano, chissà se nell’immobile campagna, con la pioggia che ci bagna, i gamberoni rossi ed il sole di Genova saranno un sogno, o solo un dolce ricordo. Noi sappiamo per certo che ci toccherà trovare qualcun altro a cui affidare le nostre missioni impossibili.

Arrivederci marinaio Nick, che dalla Superba possa sempre soffiare per te un propizio vento in poppa.