Atzori: "L'obiettivo dichiarato della stagione è la salvezza tranquilla e nonostante le sei sconfitte consecutive la Samp è ancora fuori dalla zona calda"
Per parlare del delicato momento in casa Samp e in particolare della situazione relativa al tecnico Ferrara, la nostra redazione nazionale tuttomercatoweb.com ha contattato in esclusiva Gianluca Atzori, ex allenatore blucerchiato. Ecco le sue dichiarazioni:
"Il momento che sta vivendo Ferrara lo conosco bene, dato che l'ho vissuto anche io la scorsa stagione. I tifosi chiederanno l'esonero, ci sarà una contestazione e prenderanno di mira l'allenatore. Ma non si può certo dire che l'unico responsabile sia l'allenatore. L'obiettivo dichiarato della stagione è la salvezza tranquilla e nonostante le sei sconfitte consecutive la Samp è ancora fuori dalla zona calda. Con un gruppo giovane serve pazienza. Le vittorie di inizio anno, infatti, avevano sorpreso tutti. Personalmente sono contento che la famiglia Garrone abbia deciso di dare ragione a Ferrara. In Serie A serve pazienza".
La stessa pazienza che forse con lei la società blucerchiata non ha avuto.
"La mia Sampdoria aveva attese e obiettivi diversi. Ci si aspettava di vedere la squadra nei primi due posti della classifica di Serie B visto che era appena retrocessa. Non c'era pazienza nella piazza. La campagna acquisti era stata ottima per la categoria, ma abbiamo pagato comunque lo scotto della retrocessione. Giocare a Marassi era diventato un incubo. I tifosi si aspettavano la vittoria contro ogni avversario".
I Garrone hanno comune deciso di confermare la fiducia a Ferrara.
"Non si può sapere come sarebbe andata in un'altra piazza. I cambi avventati non sono mai corretti e spesso tale scelta dipende più dalla capacità del tecnico di tenere la squadra in pugno che dai risultati. La piazza di Genova è esigente, ma la società è stata chiara. L'obiettivo è salvarsi".
Come può, dunque, la Sampdoria uscire da questa situazione?
"Lavorando. In questo momento la squadra compie errori di disattenzione che prima non c'erano. Non vedo attenzione massima in campo, ma su questo non ha colpe il tecnico bensì i giocatori che scendono in campo".
