Arnuzzo: "Samp continuerà a soffrire. Tra Presidenti di A solo Percassi ama veramente questo sport"

04.06.2020 22:46 di Corrado Camera   Vedi letture
Arnuzzo: "Samp continuerà a soffrire. Tra Presidenti di A solo Percassi ama veramente questo sport"

Ospite in studio durante Derby in Terrazza su Primocanale, Domenico Arnuzzo ha commentato alcuni dei temi riguardanti la prossima ripartenza del campionato.

“L'ho già detto tante volte, tra i presidenti delle squadre di Serie A secondo me è uno solo ad amare veramente questo sport ed è Percassi. Quindi questi presidenti hanno poca attenzione per i tifosi, guardano i diritti televisivi, perché da questi hanno tanti introiti. Hanno più interesse che il tifoso si abboni alla pay-tv piuttosto che allo stadio.

La somma che danno i tifosi che vanno allo stadio a livello economico non è un granché in proporzione. Però l'apporto che danno durante la partita è insostituibile, senza tifosi non è nemmeno una partita di calcio. Però non è facile farlo capire a della gente che questo sport non lo ha mai amato perché non lo ha mai praticato. Inculcare questa mentalità a questi presidenti non è una cosa facile.

Nel caso della Sampdoria parliamo del rimborso di un milione. Un milione e forse poco più è quello che prende il presidente. La società va in una direzione totalmente impensabile, è un progetto che dà poca importanza al tifoso. Quando le squadre fanno il precampionato e le prime amichevoli si parla di risultati di agosto perché sono risultati che non hanno niente a che vedere con la logica del calcio. Squadre forti che perdono con squadre nettamente più deboli. Quindi, sotto questo profilo, ci ritroveremo dopo tre mesi in una situazione completamente diversa.

Di regolare non ci sarà nulla, chiunque vincerà lo scudetto, chiunque retrocederà avrà una sensazione di falsato. I playoff e l’algoritmo sarebbero poi soluzioni solo per persone che non amano lo sport. Tra l’altro ho pensato tanto a quali squadre possano essere favorite dalla ripartenza, però non riesco nemmeno a capire se potrà valere di più avere giocatori tecnici o giocatori con meno classe ma più pronti.

A me piace il calcio, ho fatto una vita nel calcio, però non sento il desiderio di riprendere le redini del campionato e come me tanti altri. Senza pubblico, con giocatori che è tre mesi che stanno fermi, non c’è una logica. Però il calcio si critica abbastanza facilmente, è più difficile farlo ripartire di altri sport, stanno semplicemente cercando di salvare un campionato così come hanno fatto le altre nazioni.

Come Sampdoria dovremo provare a salvarci da un’eventuale retrocessione, come se cominciasse un nuovo campionato. Dobbiamo preoccuparci perché la squadra è attrezzata per fare come risultato massimo una salvezza tranquilla. Quest’anno la Samp ha sofferto fino alla sospensione del campionato e continuerà a soffrire nella ripresa perché siamo in una posizione di classifica difficile.

La frequenza delle partite diventa poi un pericolo se succede qualche imprevisto giocando ogni tre giorni. Non parlo solo di infortuni ma anche di un nuovo propagarsi del virus. Ci sono 120 partite da giocare, è un movimento di gente grandissimo, non sappiamo nemmeno dove giocheranno, in quali stadi. È molto difficile prevedere qualsiasi cosa, però penso che si possa anche finire. Se non finisse, sarebbe meglio che questo campionato venisse cancellato, non cercare delle soluzioni che non rendono giustizia”.