ESCLUSIVA SN - 1946, Rissetto: "Rossinelli, dal tacco nel derby a una cessione controversa"

11.02.2016 19:46 di Lidia Vivaldi   Vedi letture
ESCLUSIVA SN - 1946, Rissetto: "Rossinelli, dal tacco nel derby a una cessione controversa"

La storia blucerchiata raccontata attraverso gli aneddoti, gli episodi, e i ricordi di chi l’ha vissuta: la nuova puntata della rubrica di Sampdorianews.net dedicata ai 69 anni della Sampdoria, ospita come narratore per l’album dei ricordi blucerchiati Stefano Rissetto, giornalista sportivo, autore, e storica firma del Corriere Mercantile.

"Marco Rossinelli fu un giocatore molto amato da quelli della mia generazione per tre episodi che ce lo fanno ricordare sopra tutto il resto. Il primo fu l'assist per il gol al volo di Giancarlo Salvi contro il Genoa il 25 novembre '73, uno dei più belli nella storia dei derby: Rossinelli, terzino, fece questo straordinario assist con un colpo di tacco, e il derby finì 2-0 con un'autorete di Maselli.

Il secondo episodio che si ricordò a lungo fu il gol annullato nella gara contro l'Inter del 12 gennaio '76: la Samp stava perdendo anche per effetto di un rigore segnato da Boninsegna a otto minuti dalla fine, e all'ultimissimo assalto dei blucerchiati Rossinelli sotto la Sud segnò in spaccata il 2-2. L'arbitro Ciacci di Firenze però annullò per un fuorigioco di Arnuzzo che tuttavia si trovava dentro la porta, rendendo il gol validissimo. Rossinelli, peraltro, non era un marcatore molto frequente. L'episodio provocò la disperazione dei tifosi doriani, e l'abbandono del campo dell'allenatore Bersellini prima del fischio finale, fischio che non ci fu, perché un tifoso solitario -si chiamava Emilio Fierli- scavalcò la barriera dai distinti e colpì in faccia l'arbitro con il borsello, accessorio in voga negli anni '70. Fu dato così il 2-0 a tavolino all'Inter, e la Samp subì la squalifica del campo per tre turni, di cui due giocati a Bergamo con Juventus e Milan, e l'ultimo il 29 febbraio '76 a Lucca contro il Cesena, perso anche quello, con gol del padre di Bertarelli. A fine stagione arrivò la salvezza matematica soltanto all'ultima giornata.

Il nome di Rossinelli è legato anche ad un episodio di calciomercato che sembra quasi precorrere vicende decisamente più recenti. Nell'estate del 1976 il Presidente Lolli Ghetti aveva rassicurato i tifosi che Rossinelli non sarebbe mai stato ceduto, mentre invece passò alla Fiorentina l'ultimo giorno di mercato: questo provocò un acceso malcontento, e ci fu la prima grande contestazione organizzata dai tifosi, che arrivarono perfino ad impiccare un pupazzo dal ponte monumentale con l'effigie del Presidente. Si trattava del gicatore di maggior valore della Sampdoria in quel momento, la stagione '76-'77 finì male, con la retrocessione in Serie B, e la presidenza Lolli Ghetti durò ancora poco. Fu la prima volta in cui i tifosi sampdoriani, in particolar modo quelli della mia generazione, videro andare via il loro miglior giocatore, dopo le rassicurazioni che non sarebbe stato ceduto.

Rossinelli era un terzino sinistro, ruolo che non sempre in blucerchiato ha avuto interpreti eccellenti. Era un giocatore tecnico, che dava tutto in campo, e fino a quando fu ceduto aveva rappresentato uno dei capisaldi di quella piccola Sampdoria, rendendolo uno dei giocatori più amati della prima metà degli anni '70. La difesa doriana di quel periodo aveva molti punti di forza, dal portiere Cacciatori al terzino destro Nello Santin, lo stopper era Roberto Prini (che ora fa il biologo), e il libero era Lippi. Se c'era un reparto efficace -anche perché era continuamente sottoposto a sollecitazioni- era proprio la difesa. Le cose cominciarono a crollare perché in quella stessa sessione di mercato si rinunciò anche a Prini in favore del milanista Zecchini, giocatore di nome, ma che non diede lo stesso rendimento che aveva garantito il suo predecessore. 

Rossinelli era stato uno degli elementi fondamentali della difesa, prima di Heriberto Herrera, poi di Vincenzi e di Corsini, fino a Bersellini, con i quali era sempre stato titolare. Era anche molto apprezzato dai tifosi, per la sua indole sanguigna da combattente, non si tirava mai indietro, ma era un giocatore corretto. Era anche molto veloce e, all'epoca, fu uno dei pochi calciatori che, invece che approdare alla Samp a fine carriera, cominciò proprio in blucerchiato, gioiello poi sacrificato per ragioni di bilancio.

Ricordo, dopo la cessione che Lolli Ghetti aveva esplicitamente escluso in estate, le locandine del Mercantile che annunciavano la partenza di Rossinelli, e il corteo spontaneo di protesta che raggiunse la sede della Sampdoria. A mia memoria fu il primo episodio di contestazione alla Società: Lolli Ghetti, che aveva sposato la figlia di un armatore, aveva suscitato alte aspettative in ragione della sua ricchezza, ma in realtà non investì nella squadra quanto i tifosi si auspicavano".