ESCLUSIVA SN - 1946, Ferrera: "Guerrini, 'marcantonio' che entrò nel cuore dei tifosi"

07.04.2016 19:46 di Giuseppe D'Amico Twitter:   articolo letto 4380 volte
ESCLUSIVA SN - 1946, Ferrera: "Guerrini, 'marcantonio' che entrò nel cuore dei tifosi"

La storia blucerchiata raccontata attraverso le testimonianze e gli aneddoti di chi l'ha vista e vissuta in prima persona. Oggi per la rubrica "1946", abbiamo avuto il piacere di intervistare - in esclusiva ai microfoni di Sampdorianews.net - Marco Ferrera, che ci ha parlato di Giovanni Guerrini, stopper doriano dei primi anni '80.

"Giovanni Guerrini approdò alla Samp nella stagione '81/'82, stagione in cui Paolo Mantovani costruì una squadra forte, puntando all'immediata risalita in Serie A. Il Presidente comprò tanti giocatori provenienti proprio dalla massima categoria, tra i quali Sella, Scanziani, Bellotto, Sala e proprio Guerrini, che arrivò dalla Fiorentina. La trattativa si sviluppò sull'asse che portò Pietro Vierchowod in prestito a Firenze, dato che il centrale passò alla Samp senza però voler scendere di categoria.

La Viola cedette temporaneamente Guerrini, Rosi e un altro giovane ai blucerchiati, con la squadra che riuscì a tornare subito in Serie A. Quell'annata iniziò con Riccomini al timone, ma la Samp partì malissimo in campionato. Alla prima giornata ricordo che il Doria indossò una particolare maglia rossa, che ho ben chiara perché ero allo stadio. All'esordio perse 2-1, con gol della bandiera al 90' di Scanziani. Fatale fu la sconfitta di Lecce, che costò la panchina all'allenatore e che aprì le porte a Renzo Ulivieri.

Il nuovo tecnico cominciò bene, battendo il Varese in casa, e Guerrini si impose come stopper nel suo schieramento. Era, come si suol dire, un Marcantonio, alto 1.90, molto forte sulle palle alte, che si contraddistingueva per la tenacia. Legò molto con i tifosi, diventando un idolo e conservando il soprannome di "Mazinga", appellativo che si era guadagnato a Firenze per la mole, ricordando proprio il protagonista del cartone animato giapponese.

Quell'anno fece due gol decisivi nel girone di ritorno: uno fu contro il Pescara, in una partita che non riusciva a sbloccarsi in cui la Samp si stava giocando molto. I blucerchiati avevano compiuto un'incredibile rimonta in classifica e contro gli abruzzesi avevano l'occasione di continuare la propria marcia. Fu decisivo però soprattutto contro il Perugia, alla terzultima di campionato, in cui segnò il gol vittoria su un'azione da calcio d'angolo. Gli umbri si erano resi pericolosi un attimo prima sotto la Sud, ma Mazinga fece gol di sinistro dopo un'uscita non impeccabile del portiere avversario, facendo esplodere il Ferraris.

Allo stadio c'erano 30.000 persone. Nel vecchio stadio la media era quella lì ogni domenica, mentre in trasferta, come ad esempio nella partita precedente a Pistoia, si andava anche in 7-8.000. L'ambiente colpì Guerrini, che rimase anche in A l'anno successivo. Vierchowod fece un altra stagione in prestito alla Roma, mentre Bonetti - che arrivò dalla capitale proprio come parziale contropartita nell'affare che portò in giallorosso lo Zar - si unì ai blucerchiati, formando con Guerrini una grande cerniera difensiva.

Ironia della sorte, l'ex viola ad inizio stagione segnò un gol proprio alla Roma, in un match che la Samp perse in casa. Alla fine della stagione '82/'83 andò via, lasciando dopo due anni una piazza con cui aveva instaurato un grandissimo rapporto. Ho avuto la fortuna di conoscerlo di persona ad una delle riunioni di fine stagione della Federclubs, dove vengono invitati sempre molti ex calciatori.

Posso dire che si tratta di una persona dal carattere molto riservato, ma allo stesso tempo estroverso. La cosa che più mi ha colpito è stato il suo legame con la Samp, nonostante le sue origini toscane e la sua fede calcistica, che dovrebbe essere legata alla Fiorentina. In quei due anni è riuscito a entrare nel cuore dei tifosi e della città, che lo accoglie spesso proprio quando vengono organizzati questo tipo di raduni".