ESCLUSIVA SN - 1946, Benvenuto: "Mannini portava via palla senza che l'avversario se ne accorgesse"

Intervista pubblicata il 13 maggio 2016.
19.05.2016 13:52 di Sandro Selis  articolo letto 6007 volte
ESCLUSIVA SN - 1946, Benvenuto: "Mannini portava via palla senza che l'avversario se ne accorgesse"

Mancano esattamente sette giorni al 25° compleanno dello scudetto blucerchiato targato Paolo Mantovani. Quella straordinaria formazione viveva sull'estro e sulle giocate dei suoi fuoriclasse: da Mancini a Vialli, da Cerezo a Lombardo, passando per Pagliuca, autentici top player. Ma una squadra per essere vincente deve avere anche dei difensori forti, ed oggi, per la rubrica "1946", Sampdorianews.net ha avuto il piacere di intervistare in esclusiva il giornalista di Telecity Marco Benvenuto, che ha voluto parlarci di Moreno Mannini, uno dei baluardi della storica formazione di Boskov.

"Moreno Mannini è stato davvero un grande difensore e non gli rendono onore le sole 10 presenze nella Nazionale di Sacchi. Forse ha un po' patito il fatto di avere in squadra un altro mostro sacro come Pietro Vierchowod. Riflettevo appunto che quella dello scudetto era una difesa velocissima, che consentiva al centrocampo anche di riposare, in quanto due velocisti come Mannini e Vierchowod appunto, riuscivano a recuperare su chiunque e in qualsiasi situazione. Moreno era anche un marcatore bravissimo, ed era incredibile come riuscisse a portare via la palla senza fare fallo, quella era la caratteristica che mi ha sempre colpito di più. La sua velocità di base gli permetteva di non arrivare mai al contatto fisico con l'avversario, portava via palla senza che l'avversario se ne accorgesse. Mentre Vierchowod era un po' più spigoloso , lui invece era molto pulito e in carriera prese anche pochissimi cartellini.

Venivano tutti e due dal Como e secondo me lui avrebbe potuto avere una grande carriera da centrale, anche se, chiuso in quel ruolo, si dovette adattare a giocare sulla fascia. Fu una grande operazione di mercato di Borea e Mantovani che non sbagliavano un colpo, ancora più importante di quella di Vierchowod, perchè lui arrivò direttamente dal Como senza passaggi intermedi.  

Totalizzò 377 presenze (secondo solo a Mancini), con 7 reti, tra cui quella indimenticabile con un tiro al volo nel 3-0 al Lecce che sancì la matematica conquista dello scudetto. E' stato un giocatore molto importante in quella Sampdoria stupenda che aveva tra le sue fila i calciatori italiani più importanti di quel periodo. Chiuse la carriera in blucerchiato nella stagione 1998-99, quella della retrocessione con Spalletti. Brutto epilogo che non andò comunque a inficiare una carriere in blucerchiato incredibile, fatta di grandissime vittorie e soddisfazioni. Dopo un'ultima stagione nell'Imola, sua città natale, appese definitivamente le scarpette al chiodo".

RIPRODUZIONE ANCHE PARZIALE CONSENTITA PREVIA CITAZIONE DELLA FONTE WWW.SAMPDORIANEWS.NET