1946 - Il "come si chiama" del sanguigno Toneatto

30.11.2017 19:46 di Marco Benvenuto  articolo letto 5567 volte
1946 - Il "come si chiama" del sanguigno Toneatto

Bisogna avere l'onestà di ammetterlo: le conferenze stampa di Lauro Toneatto erano un momento di grande vivacità in un momento in cui non è che alla Sampdoria le cose andassero tutte in fila come avrebbero dovuto.

Il suo “come si chiama” era un intercalare che faceva dare di gomito e che poi alla fine non piaceva molto ad un Presidente come Paolo Mantovani, da poco insediatosi e fautore di uno stile un po' meno ruspante. Riavvolgiamo il nastro...Toneatto, classe 1933, era un tecnico pragmatico come spiccio lo era stato sui campi della serie C che aveva calcato in modo particolare con il suo Siena, città dove morirà nel 2010. 

Toneatto approda  alla  Sampdoria  alla settima di campionato della stagione 1979-80. I blucerchiati hanno  solo 6 punti in classifica. Subito la cura non ha effetto anche se il 23 dicembre arriva la famosa vittoria in trasferta a Lecce con il gol di Redomi. A nostro avviso un successo che può stare, se inquadrato nella storia doriana, al pari di trofei e coppe successivamente raggiunte. Con Toneatto in panchina la svolta arriva a febbraio quando la Samp, in casa, travolge il Parma per 5-0. 

E' una Sampdoria che ruota intorno al libero Ciro Pezzella, poi tragicamente scomparso. Più avanti si capirà la sua importanza, quando dovrà rimanere fuori per squalifica in occasione della decisiva gara casalinga contro il Brescia: un 2-2 che toglierà l'anima alla rincorsa della Samp. In difesa con Pezzella c'è anche Romei, vulcanico di suo e pronto ad inseguire a calci nel posteriore Romiti centravanti della Sambenedettese. Anche lui avrà a che fare con le ire di Toneatto che quando c'èra da appendere qualcuno al muro non lo faceva certo in senso metaforico. 

Dopo la gara con il Parma la Samp marcia spedita tanto che ad un certo punto ci si inizia pure a credere...Chiorri e Sartori segnano 15 reti in due alla fine del campionato: arrivano otto vittorie, sette pareggi  e due sconfitte. Toneatto prende la Samp ad un passo dal baratro e la restituisce agli onori della classifica: finirà settima. Ma Toneatto viene considerato troppo sanguigno e alla fine del campionato le strade si separano . Al suo posto arriva Riccomini: uno che sembra un milord e si esprime con proprietà di linguaggio. La storia non finirà bene, ma è un'altra storia...Come si chiama?